Vacherot, il numero 204 che ha scritto la storia a Shanghai battendo il cugino
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Redazione Sport
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Valentin Vacherot, tennista monegasco di ventisei anni e classificato al duecentoquattresimo posto del ranking mondiale, ha firmato un'impresa che rimarrà negli annali, vincendo il Masters 1000 di Shanghai dopo un cammino al limite dell'inverosimile. Fino a pochi giorni fa, il suo nome era noto principalmente per i successi nei tornei Challenger, circuiti minori che non assegnano punti per la classifica ATP, e non aveva mai superato un turno nel tabellone principale di un Grande Slam. Contro ogni pronostico, ha invece conquistato il titolo più prestigioso della sua carriera in un torneo che, al di là del suo trionfo, è stato segnato da condizioni climatiche proibitive e da un numero insolito di ritiri, dovuti all'afa e all'umidità opprimenti.
Un percorso iniziato per un soffio
La sua avventura nel torneo cinese, peraltro, ha rischiato di non cominciare nemmeno, poiché la sua partecipazione è stata resa possibile soltanto dall'ultimo minuto forfait di un altro giocatore, che gli ha spalancato le porte delle qualificazioni. Superate quelle, Vacherot ha costruito la sua corsa vittoriosa partita dopo partita, fino a sconfiggere in semifinale il più titolato tennista della storia, Novak Djokovic, in un match che da solo avrebbe già costituito un risultato eccezionale per un giocatore del suo calibro. Quel successo, però, è stato soltanto il preludio a una finale ancor più unica, che ha trasformato la contesa in un affare di famiglia.
La finale è un affare di famiglia
Nell'ultimo atto del torneo, infatti, si è consumato un episodio senza precedenti: Valentin Vacherot ha affrontato e sconfitto il cugino, il francese Arthur Rinderknech, dando vita alla prima finale tra consanguinei nella storia del tennis professionistico. Un evento che ha naturalmente catalizzato l'attenzione generale, suscitando commenti anche da parte di altri tennisti presenti sul circuito, i quali ne hanno sottolineato il carattere straordinario. L'inedito derby familiare ha così coronato il trionfo di un atleta che, con questo successo, è diventato il giocatore posizionato più in basso nella classifica mondiale a essersi mai aggiudicato un titolo Masters 1000.
Il quadro completo della trasferta cinese
Parallelamente alle gesta di Vacherot, in Cina si è disputato anche il torneo WTA di Wuhan, dove l'italiana Jasmine Paolini ha interrotto la sua corsa in semifinale, sconfitta dalla tennista che poi si è laureata campionessa. L'eccezionalità del risultato ottenuto dal tennista monegasco, sebbene rappresenti il culmine della trasferta asiatica, non cancella le difficoltà logistiche e ambientali emerse durante la competizione, le quali hanno lasciato un segno tangibile sullo svolgimento degli incontri. Quella di Shanghai rimane, in ogni caso, una pagina di sport memorabile, scritta da un underdog che ha superato ogni più rosea aspettativa.




