Sinner, il ritiro di Shanghai e la strada in salita verso il numero uno
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Redazione Sport
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Ciò che sembrava una marcia trionfale, dopo la vittoria agli Open di Pechino che lo aveva proclamato il favorito d'obbligo, si è interrotto bruscamente al Masters 1000 di Shanghai. Jannik Sinner, dopo un avvio positivo contro il tedesco Daniel Altmaier, ha infatti dovuto alzare bandiera bianca a causa di un malessere fisico improvviso, un crollo che ha gettato una luce diversa sulla sua preparazione in un momento così delicato della stagione.
Le conseguenze sulla classifica mondiale
L'uscita anticipata nella metropoli cinese, dove difendeva il titolo conquistato l'anno scorso, rappresenta una battuta d'arresto significativa nella sua corsa per la vetta del ranking ATP. Quei punti, che non verranno riconquistati, allontanano ulteriormente l'obiettivo; il distacco da Carlos Alcaraz, il quale ha prudentemente scelto di non partecipare al torneo per recuperare le energie dopo il successo di Tokyo, si è infatti ampliato, rendendo il percorso verso il primo posto ancor più impervio di quanto non fosse prima di questo infausto appuntamento asiatico.
Le riflessioni tecniche sul momento di Sinner
Sul momento dell'azzurro, che deve ora rimettere insieme i pezzi in vista degli ultimi e remunerativi impegni stagionali, si è espresso l'ex tennista Luca Bottazzi. Secondo le sue analisi, sebbene il duo Sinner-Alcaraz non abbia al momento una concorrenza alla sua altezza, lo stesso italiano sta affrontando una fase di maggiore fatica, una circostanza che richiede una riorganizzazione tattica e mentale per ritrovare la continuità di rendimento che lo aveva caratterizzato nei mesi precedenti.
Il contesto del torneo e le polemiche sul calendario
La situazione del Masters 1000 di Shanghai, del resto, è apparsa complessa per molti dei partecipanti. Condizioni climatiche estreme, con temperature elevate e un tasso di umidità particolarmente soffocante, hanno messo a dura prova gli atleti, causando diversi ritiri oltre a quello dell'azzurro e persino malori durante le partite, come nel caso di Novak Djokovic. Una cornice che ha spinto l'ex numero uno del mondo Andy Roddick a esprimere dure critiche verso la pianificazione del calendario tennisistico, giudicato troppo gravoso per i giocatori, soprattutto in considerazione del forfait annunciato prima del torneo anche da Carlos Alcaraz, il quale ha preferito curare un problema alla caviglia rimediato in Giappone.




