Max Verstappen e quell’incidente mai visto: “Mai capitato nulla del genere in carriera”
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Redazione Sport
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L’avvio di campionato, per quanto lo si potesse immaginare in salita viste le dichiarazioni della vigilia, difficilmente avrebbe potuto riservare un esordio peggiore. Max Verstappen, eliminato nel corso della prima frazione delle qualifiche del Gran Premio d’Australia, si è visto costretto ad abbandonare la RB22 contro le barriere della curva 1, e lo ha fatto senza nemmeno riuscire a stampare un tempo cronometricato utile. Un incidente, il suo, che ha immediatamente costretto la direzione gara ad esporre la bandiera rossa, gelando il pubblico e, soprattutto, gettando nello sconforto il box Red Bull. Il quattro volte campione del mondo, dopo essere uscito dall’abitacolo, è apparso dolorante alla mano e al polso destri, circostanza che ne ha reso necessario il trasferimento al centro medico per una serie di accertamenti radiografici dai quali, per sua fortuna, non è emersa alcuna frattura. Il problema, come spiegato dallo stesso pilota, è stato di natura tecnica e non imputabile a un errore di guida: un improvviso bloccaggio dell’asse posteriore che lo ha reso un semplice passeggero, impotente di fronte alla forza che lo ha spinto contro le protezioni.
La dinamica di un bloccaggio inspiegabile ai box Red Bull
Il momento dell’impatto, analizzato al rallentatore dai tecnici e commentato dagli addetti ai lavori, ha messo in luce la particolarità dell’incidente: Verstappen, nel momento in cui ha azionato i freni alla fine del rettilineo dei box, ha perso completamente il controllo del retrotreno. Una circostanza che l’olandese ha definito senza mezzi termini come mai sperimentata prima nell’arco della sua intera carriera. “Semplicemente ho premuto il pedale e tutto l’asse posteriore si è bloccato all’improvviso”, ha raccontato a caldo davanti ai microfoni, visibilmente scosso più dall’accaduto che dalle conseguenze fisiche dell’urto. La rabbia, nelle sue parole, lasciava spazio allo stupore: “Non so perché sia successo, né come. A quella velocità non c’è nulla che tu possa fare per evitare l’impatto”. La dinamica ha riaperto immediatamente il dibattito, già caldo durante i test invernali, sulla complessa gestione energetica delle nuove power unit, dove il recupero di energia attraverso il motore elettrico in fase di frenata può influenzare drasticamente il bilanciamento della vettura. Una regolazione troppo ambiziosa del freno motore, se mal calibrata, può produrre esattamente il fenomeno capitato al campione del mondo, rendendo la monoposto inguidabile nella fase più critica della staccata.
L’amarezza di Verstappen e le parole a caldo dopo le qualifiche
Se il dolore alla mano, come detto, rientrava in una casistica quasi fisiologica per un impatto di quella violenza, la preoccupazione principale di Verstappen sembrava essere di natura più profonda, quasi esistenziale. Il pilota, intervistato mentre lasciava il centro medico, ha usato toni che raramente gli si erano sentiti riservare in passato. Ha parlato di una sensazione di vuoto, di una mancanza di divertimento alla guida che stride con la sua proverbiale fame di vittoria. “Non mi sto divertendo per niente”, ha confessato, lasciando intendere come il nuovo corso tecnico della Formula 1, con vetture che richiedono una guida forse troppo artificiale e legata alla gestione dei flussi di energia, stia già mostrando il suo lato più complesso e meno istintivo. L’uscita di scena nelle qualifiche, per uno come lui abituato a lottare per la pole position, è solo la punta dell’iceberg di un malessere più generale, già anticipato nei giorni precedenti quando aveva definito i nuovi regolamenti difficili da comprendere e da seguire per il pubblico, ma evidentemente anche complessi da interpretare per chi quelle vetture le deve portare al limite.
La rimonta possibile e la domenica di Melbourne
La ventesima piazzola sulla griglia di partenza, quella che lo vedrà scattare dall’ultima fila insieme agli altri “esclusi” dell’ultima ora, non è certo un’imboscata che spaventa un pilota del suo calibro. La gara di domenica, con le strategie che potrebbero essere stravolte da eventuali ingressi della safety car e dalla gestione delle gomme, offre sempre opportunità di rimonta. Tuttavia, il vero nodo da sciogliere per il team guidato da Christian Horner sarà capire se il bloccaggio dell’asse posteriore sia stato un episodio isolato, un banale malfunzionamento, o il sintomo di una fragilità cronica di una monoposto che, nelle mani di Isack Hadjar, è comunque riuscita a strappare un sorprendente terzo posto in qualifica. La prestazione del rookie francese, capace di portare la seconda Red Bull in seconda fila, ha paradossalmente aumentato i punti interrogativi attorno alla vettura di Verstappen. Se l’arma è buona, e il compagno di squadra lo dimostra, allora l’attenzione si sposta tutta sulla dinamica dell’incidente e sulla necessità di restituire a Max una macchina che gli permetta di esprimere quel talento che, per sua stessa ammissione, in questo momento si sente come represso, quasi in gabbia.




