Finché notte non ci separi, la commedia notturna di Riccardo Antonaroli tra crisi e romanticismo a Roma
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sarà pure la prima notte di nozze, ma per Eleonora e Valerio, freschi sposi, l’atmosfera nella famosa "Love Suite" è tutt’altro che da luna di miele. La tensione si taglia con il coltello quando lei trova, nella tasca della giacca di lui, una lettera dell’ex fidanzata e un anello, un ritrovamento che trasforma quella che dovrebbe essere una notte di passione in un lungo e accidentato vagabondare per le strade di Roma.
Diretto da Riccardo Antonaroli e interpretato da Pilar Fogliati e Filippo Scicchitano, il film si rivela un viaggio agrodolce e ironico nella crisi di una coppia, un remake che trae ispirazione dalla pellicola israeliana del 2020 "Honeymood", scritta e diretta da Talya Lavie, ma che acquista una cifra stilistica tutta nuova nell'ambientazione romana e in una certa allegria malinconica che lo contraddistingue.
L’ispirazione e la scelta di Roma
La genesi del progetto, come spesso accade nel cinema contemporaneo, affonda le radici in un’opera precedente. "Finché notte non ci separi" è un adattamento della commedia drammatica israeliana "Honeymood", scritta e diretta da Talya Lavie, una regista che proprio con questo film aveva saputo raccontare con leggerezza e profondità le crepe di un rapporto nascente.
Antonaroli, classe 1987, regista con un passato da aiuto regista che gli ha permesso di affinare una notevole dimestichezza con il set e il genere d’azione, ha scelto di non limitarsi a una traduzione pedissequa della storia, ma di radicarla nella realtà italiana e, nello specifico, in quella romana, trasformando la Città Eterna in un vero e proprio personaggio. Girato interamente in notturna, il film si muove come un pendolo tra l'eleganza di location iconiche come il St.
Regis e i vicoli più autentici del Ghetto, passando per il quartiere di Testaccio e l'imponenza dei Fori Romani, uno sfondo che segue passo dopo passo la crisi dei due protagonisti e che aggiunge un fascino senza tempo alla narrazione.
Pilar Fogliati e Filippo Scicchitano: una coppia in crisi
A dare vita a Eleonora e Valerio sono due volti noti del cinema italiano. Pilar Fogliati, attrice piemontese di origini romane classe 1992, ha costruito la sua carriera su una notevole versatilità che spazia tra televisione, cinema e teatro, affermandosi come una delle comiche più promettenti del panorama nazionale anche grazie al successo del suo esordio alla regia con il film "Romantiche".
In questo film, la sua Eleonora è una sposa che scopre un lato nascosto del marito e deve fare i conti con la rabbia e la delusione in un contesto che mescola la commedia con momenti di sincera vulnerabilità.
Dall’altra parte, Filippo Scicchitano, attore romano che si è fatto notare già giovanissimo come protagonista del film "Scialla!" (Stai sereno) di Francesco Bruni, porta sul set la sua esperienza accumulata in numerosi film e fiction di successo come "Le indagini di Lolita Lobosco" e "La buona stella", donando a Valerio un'aria spaesata e un po' goffa, tipica di chi si ritrova impreparato a gestire le conseguenze dei propri errori.
Il loro interplay, fatto di battute, silenzi e accuse, è il motore di un film che, pur nella cornice del genere, non rinuncia a scavare nella psicologia dei personaggi.
La prima visione su Rai 4K
L'occasione per scoprire "Finché notte non ci separi" è arrivata attraverso una prima visione in onda su Rai 4K, il canale del servizio pubblico dedicato all'alta definizione che ha rappresentato una novità tecnologica nel panorama televisivo italiano. Proprio come il Festival di Sanremo ha segnato il debutto operativo di questo canale sul digitale terrestre, così la messa in onda del film si inserisce in una strategia di valorizzazione dei contenuti in Ultra HD, permettendo al pubblico di godere della fotografia notturna di Roma in una qualità visiva superiore.
Una scelta che esalta il lavoro di Antonaroli, che ambientando la pellicola interamente di notte, gioca con le luci e le ombre della capitale, restituendo un’immagine suggestiva e quasi onirica della città, lontana dai cliché turistici.
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