Bitcoin sotto i 79.000 dollari dopo l’arrivo di Warsh alla Fed

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Bitcoin sotto i 79.000 dollari nel fine settimana, con il mercato crypto che ha reagito in modo brusco al cambio alla guida della Federal Reserve e ai nuovi dati sull’inflazione americana. La giornata di venerdì era iniziata con segnali positivi, spingendo BTC fino a un massimo intraday di 81.069 dollari e con un rialzo del 2,3% rispetto alla chiusura precedente, ma la spinta rialzista si è rapidamente esaurita nel corso della seduta. Il passaggio ufficiale da Jerome Powell a Kevin Warsh come nuovo Fed Chair ha coinciso con una revisione delle aspettative sui tassi, mentre il mercato ha progressivamente ridotto le ipotesi di tagli nel 2026. Il cambio di scenario monetario ha aumentato la pressione sugli asset più esposti alla volatilità, comprese le criptovalute.

La discesa sotto la soglia psicologica degli 80.000 dollari ha alimentato nuove vendite sui futures crypto, ma il movimento si è arrestato poco sopra area 78.700 dollari, livello dal quale è partito un recupero rapido. Gli acquisti hanno riportato Bitcoin vicino agli 82.000 dollari nel giro di poche ore, confermando la presenza di ordini di accumulo concentrati attorno a quella fascia di prezzo. Secondo i dati riportati durante la seduta, il ritorno sopra gli 80.000 dollari è stato accompagnato anche da un imminente retest dell’EMA a 200 giorni, osservato dagli operatori come uno dei principali riferimenti tecnici di medio periodo.

Volatilità crypto e sell-off sui futures Bitcoin

La giornata ha mostrato una forte accelerazione della volatilità sul comparto crypto globale, con liquidazioni long e sell-off che hanno colpito in particolare i futures Bitcoin. BTC ha limitato le perdite al -2,40%, riuscendo comunque a difendersi meglio rispetto ad altre criptovalute principali. Ethereum ha infatti registrato un ribasso del 2,60%, in una sessione caratterizzata da vendite diffuse e da una generale riduzione dell’esposizione al rischio. Anche i mercati azionari statunitensi hanno chiuso in territorio negativo, con S&P 500 e Nasdaq in calo dopo una settimana che aveva però segnato nuovi record storici.

Il contesto macroeconomico ha inciso direttamente sulla lettura del mercato. I dati sull’inflazione diffusi durante la settimana hanno modificato il pricing dei tassi d’interesse e ridimensionato le aspettative di una politica monetaria più accomodante nel prossimo anno. L’ingresso di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve arriva dunque in una fase particolarmente delicata per gli investitori, già alle prese con un aumento della volatilità sui mercati finanziari e con un riposizionamento degli operatori sulle prospettive della banca centrale americana.

ETF in deflusso e livelli chiave per il prezzo di Bitcoin

Oltre alla pressione proveniente dai futures, il mercato ha dovuto fare i conti anche con i deflussi dagli ETF legati a Bitcoin. Dall’inizio della settimana sono stati ritirati circa 836 milioni di dollari da questi strumenti finanziari, segnale di un aumento della cautela da parte degli investitori istituzionali dopo il recente ritracciamento. Le uscite dai fondi hanno coinciso con il rafforzamento della volatilità e con una fase di maggiore prudenza sull’intero settore crypto, già influenzato dai movimenti dei rendimenti obbligazionari e dalle aspettative sui tassi statunitensi.

Dal punto di vista grafico il trend generale viene ancora considerato positivo, anche se il mercato continua a muoversi all’interno di un’area tecnica molto sensibile. Secondo le indicazioni riportate dagli analisti, soltanto il breakout della resistenza compresa tra 82.500 e 82.800 dollari potrebbe riattivare un segnale rialzista più deciso. In quel caso il primo obiettivo verrebbe individuato nell’area tra 84.700 e 85.000 dollari, mentre un successivo target sarebbe collocato vicino agli 87.000 dollari. La reazione partita dai 78.700 dollari resta quindi uno dei livelli osservati con maggiore attenzione dagli operatori nelle prossime sedute.

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