Trump blocca i raid contro gli Houthi dopo i piani del Pentagono
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Redazione Interno
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Donald Trump ha bloccato i raid contro gli Houthi in Yemen dopo che il Pentagono aveva preparato un possibile intervento militare statunitense richiesto dall’Arabia Saudita. La decisione arriva mentre cresce la tensione nella regione e Washington valuta la propria risposta alle attività del movimento yemenita sostenuto dall’Iran.
Secondo quanto riferito da fonti citate da diversi media internazionali, Riyadh aveva chiesto agli Stati Uniti un sostegno contro l’avanzata degli Houthi, che nelle ultime settimane hanno intensificato le operazioni nello Yemen. Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman avrebbe sollecitato un intervento diretto durante un colloquio con il presidente americano, dopo i timori legati ai movimenti del gruppo vicino all’Iran.
La Casa Bianca avrebbe valutato per circa due settimane l’ipotesi di un’azione militare, con il Pentagono incaricato di preparare le opzioni operative. La scelta finale di non procedere con i bombardamenti è stata collegata alla volontà di evitare un ampliamento del conflitto in Medio Oriente e nuove conseguenze sulle rotte marittime strategiche.
Gli Houthi sono un movimento yemenita sostenuto dall’Iran che negli ultimi mesi ha rafforzato la propria presenza in aree strategiche del Paese. Le loro azioni hanno coinvolto anche gli equilibri nel Mar Rosso, una zona fondamentale per i collegamenti commerciali internazionali e per il trasporto energetico.
Parallelamente alla valutazione militare, gli Stati Uniti hanno mantenuto canali diplomatici con rappresentanti del gruppo attraverso contatti avvenuti in Oman. I colloqui hanno riguardato la sicurezza della navigazione e gli impegni dichiarati dagli Houthi sul mancato coinvolgimento di alcune imbarcazioni internazionali.
L’ambasciatore americano alle Nazioni Unite Mike Waltz ha dichiarato che Washington continuerà ad applicare la “massima pressione” sull’Iran per impedire che possa acquisire un’arma nucleare. In un messaggio pubblicato su X, il diplomatico ha aggiunto che gli Stati Uniti lasciano aperta la possibilità di un ritorno ai negoziati con Teheran, a condizione che avvengano in buona fede.
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