Meta Muse diventa un agente AI con avatar e videochiamate
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Redazione Economia
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Meta ha annunciato al Connect 2026 l'arrivo di Realtime Avatar, un nuovo modello che conferisce all'agente AI Muse un volto, un corpo e una voce con cui interagire in videochiamata in tempo reale. L'idea è quella di dare una presenza visiva e vocale a un software che finora era privo di sembianze umane, rendendo l'interazione con l'assistente personale più simile a una conversazione con una persona che a uno scambio di messaggi testuali.
Come funziona l'avatar di Muse
La creazione dell'avatar richiede circa cinque minuti. Attraverso l'app Meta AI, l'utente viene guidato a girare la testa per mostrare diverse angolazioni del volto e a rispondere a una serie di domande pensate per catturare le caratteristiche della voce in diverse situazioni. Una volta configurato, l'avatar può essere utilizzato durante una videochiamata indossando gli occhiali con display, sia su WhatsApp sia su Zoom.
Sul fronte dei visori VR, l'approccio è ancora più ambizioso: le camere e i sensori interni permettono di creare un avatar a figura intera senza bisogno di un addestramento preliminare, perché il sistema comprende le espressioni facciali direttamente dall'utente. Attualmente gli avatar olografici sono in fase di anteprima e presentano alcune limitazioni, come la visualizzazione solo frontale e l'impossibilità di interagire tra dispositivi diversi, ma Meta ha aggiunto una filigrana trasparente a tutte le videochiamate con avatar per segnalarne la natura artificiale.
Muse su Mac e l'email dedicata
Parallelamente all'annuncio sull'avatar, Meta ha esteso le capacità operative di Muse ai computer Mac. L'agente può ora lavorare direttamente con i file e le applicazioni native dell'utente, accedendo a documenti, chat, calendari, note ed email, e operando all'interno dei singoli programmi anziché in una finestra di chat separata. Tutto avviene su base opt-in e Muse chiede sempre approvazione prima di compiere azioni sensibili.
L'agente riceverà anche un proprio indirizzo email dedicato, che potrà utilizzare per portare a termine compiti o semplicemente come canale aggiuntivo di comunicazione con l'utente. La funzione sarà disponibile prossimamente, senza una data di lancio specifica.
L'arrivo sugli occhiali e le nuove integrazioni
Nei prossimi mesi Muse arriverà sugli occhiali AI di Meta, consentendo l'accesso hands-free all'agente semplicemente pronunciandone il nome. La particolarità è che Muse potrà agire su ciò che l'utente sta guardando: basterà chiedere informazioni su un prodotto su uno scaffale, un volantino sul muro o una lista della spesa, e l'agente potrà intervenire senza che l'utente debba descrivere ciò che ha davanti.
Sul fronte delle integrazioni, Meta ha annunciato l'aggiunta di nuovi partner commerciali tra cui Walmart, Best Buy, Sephora, Ulta e Wayfair, oltre a Shop Pay e PayPal per i pagamenti. Expedia arriverà presto per la pianificazione dei viaggi, mentre Instacart coprirà la spesa alimentare. Per il lavoro sono disponibili Notion, Granola, GitHub e Box.
Spotify si collega a Muse
Spotify è diventato il primo servizio di streaming musicale a integrarsi con Muse. Gli utenti possono chiedere all'agente di riprodurre musica, salvare brani nella libreria, creare playlist o trovare podcast e audiolibri, il tutto attraverso una conversazione. La funzione più interessante riguarda l'integrazione con il calendario: se c'è un viaggio in programma, Muse può creare una playlist ispirata alla destinazione e avviarla automaticamente al momento della partenza, oppure far partire una playlist di concentrazione quando inizia un blocco di lavoro.
L'integrazione con Spotify arriva dopo che Meta aveva già stretto accordi con Ticketmaster e una lunga serie di altri servizi. Muse si posiziona così come un punto di accesso unificato a diverse piattaforme digitali, capace di orchestrare azioni che coinvolgono app e servizi differenti a partire da un'unica conversazione.
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