La furia del ciclone Harry: Sicilia in allerta rossa, scuole chiuse e città blindate
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Redazione Interno
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La Sicilia, già duramente provata negli anni scorsi, si trova nuovamente ad affrontare l’assalto di un ciclone di rara intensità, chiamato Harry, che nelle prossime quarantotto ore minaccia di scatenare sul territorio piogge torrenziali e venti da tempesta. Non si tratta, come chiariscono gli esperti, di un semplice peggioramento stagionale ma di una struttura depressionaria profonda e persistente, generata da un minimo barico posizionatosi al centro del Mediterraneo. Tale configurazione è destinata a far cadere, in un arco di tempo brevissimo, quantitativi d'acqua paragonabili a quelli di interi mesi, un fenomeno che pone in serio pericolo le aree più vulnerabili dell'Isola, specie quelle orientali già segnate da eventi tragici del recente passato.
Le ordinanze e le misure di sicurezza adottate
Di fronte a uno scenario definito di massima criticità, le autorità locali hanno immediatamente attivato tutte le procedure d'emergenza. Il sindaco di Catania, per fare un esempio, ha firmato un'ordinanza che impone la chiusura, fino a tarda sera del 20 gennaio, di ogni istituto scolastico cittadino, una misura che, sebbene drastica, mira a prevenire situazioni di rischio per studenti e personale. Alla chiusura delle scuole, si aggiunge quella di un'intera rete di spazi pubblici: dal Giardino Bellini ai parchi comunali, dai cimiteri agli impianti sportivi, fino ai musei e ai mercati storici. Una città, in sostanza, che si è volontariamente blindata, raccomandando ai propri residenti di muoversi esclusivamente per motivi inderogabili e di massima cautela.
La situazione concreta sul territorio e gli allarmi estesi
Mentre le ordinanze vengono pubblicate, il maltempo inizia già a manifestare i suoi effetti più violenti. A Mascalucia, un comune dell’hinterland catanese, un video amatoriale mostra con chiarezza la forza degli elementi: una pioggia battente e continua che rende l'asfalto uno specchio d'acqua e un vento aggressivo, proveniente da scirocco, che scuote con violenza le chiome delle palme, piegandole come fuscelli. Il quadro meteorologico, del resto, interessa un’area più vasta della sola Sicilia, coinvolgendo con un’allerta della Protezione Civile anche la Basilicata, la Calabria e la Sardegna, tutte investite da correnti umide richiamate dalla depressione nordafricana. Le previsioni parlano, per le coste esposte a sud-est, di mareggiate estreme e di raffiche che potrebbero raggiungere la forza di una tempesta.
Il contesto e la preparazione all'evento estremo
La rapidità e la determinazione con cui sono state disposte le chiusure preventive, a Trapani come a Catania, nascono anche dalla memoria di quanto accaduto in passato, quando il mancato rispetto dei protocolli o la sottovalutazione del pericolo hanno portato a conseguenze devastanti. Oggi, la gestione dell'emergenza sembra seguire un copione più rigido, che antepone la sicurezza assoluta a qualsiasi altra considerazione. L’attenzione, in questa fase, è tutta concentrata sul monitoraggio costante dei bacini idrografici, delle fiumare e delle zone a rischio idrogeologico, nel tentativo di scongiurare il ripetersi di quelle tragedie che hanno segnato la cronaca nera dell'Isola, i cui procedimenti giudiziari sono ancora in corso per accertare eventuali responsabilità.




