Condò su Materazzi: "Giocatore discutibile, ma ha ragione sui playoff"
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Redazione Sport
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Intervenuto sulle colonne del Corriere della Sera, Paolo Condò ha tracciato un ritratto di Marco Materazzi, figura centrale nel sorteggio che ha assegnato all'Italia il percorso di playoff per i Mondiali 2026, definendolo un atleta "spesso prezioso ma anche discutibile". Secondo il giornalista, che non ha usato giri di parole, il suo valore in campo era indissolubilmente legato a metodi spicci, risolvendo le partite "usando le parti più appuntite — i gomiti, i tacchetti, una famosa volta pure la dialettica — del suo campionario". Una carriera, la sua, costellata da episodi controversi che ne hanno segnato la parabola, sebbene l'analisi si sia concentrata sull'attualità. Condò, infatti, ha giudicato "spavalda ma vera" l'affermazione di Materazzi riguardo alla finale degli spareggi, la quale, qualora l'Italia superi la semifinale, si disputerà in casa dell'ultima avversaria, amplificando il peso della sfida.
Il percorso azzurro e il precedente con l'Irlanda del Nord
Dopo otto anni di assenza dalla massima competizione, l'Italia affronta dunque una chance unica per ritornare nel grande giro, con un doppio step da superare nel prossimo mese di marzo. Gli azzurri, infatti, dovranno prima sconfiggere l'Irlanda del Nord in semifinale e, successivamente, misurarsi con la vincente dell'altra gara che vedrà opporsi Galles e Bosnia. La storia, dal canto suo, offre un bilancio incoraggiante per quanto concerne il primo ostacolo: sono undici gli scontri precedenti tra le due formazioni, con un netto predominio italiano di sette vittorie a fronte di due pareggi e una sola sconfitta. Un precedente significativo, sebbene non recente, risale a quando un giocatore e capitano della nazionale si impose contro la formazione irlandese, in un match del 2009 che resta nell'albo dei successi.
Le quote e il carattere degli avversari
Le quote di mercato riflettono questa prospettiva, indicando gli azzurri come favoriti per l'accesso alla fase finale del torneo, in programma negli Stati Uniti, Canada e Messico. Tuttavia, il percorso non si annuncia privo di insidie, poiché la posta in gioco è altissima per tutte le compagini coinvolte. L'analisi di Condò, peraltro, si è spinta a considerare l'approccio psicologico che potrebbe caratterizzare le partite, citando un tecnico noto per un carattere non facile e per una certa altezzosità ai microfoni. Quest'ultimo, in una passata occasione, dopo una sconfitta, aveva espresso fastidio verso un atteggiamento di giudizio guardingo, definendolo "tipico delle squadre del sud", una dichiarazione che lascia intendere come la tensione possa influenzare le dinamiche anche fuori dal rettangolo verde.
La sfida imminente e il peso della storia
La prima sfida di sempre tra Italia e Irlanda del Nord, disputatasi allo stadio Olimpico di Roma sotto la guida di un commissario tecnico dell'epoca e decisa da un singolo goal, sembra dunque un lontano preludio all'appuntamento che attende la nazionale. Mentre si avvicina la data della semifinale, l'attenzione si concentra sulla capacità della squadra di gestire la pressione e sull'eredità di risultati che, se da un lito conforta, dall'altro impone un obbligo di risultato. Molti di loro, in fondo, sanno che un'occasione del genere potrebbe non ripresentarsi a breve, caricando di ulteriore significato ogni singolo passaggio di gioco, ogni scelta tattica, ogni minuto di quella che si prospetta come una partita dall'esito decisivo per il futuro del calcio italiano.




