Condò su Materazzi e il sorteggio degli azzurri: "Spavaldo, ma ha detto il vero"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Intervenuto sulle colonne del Corriere della Sera, Paolo Condò ha tracciato, a margine del sorteggio dei playoff Mondiali, un ritratto di Marco Materazzi che ne riconosce il valore senza tuttavia ignorarne i lati più controversi. Secondo il giornalista, infatti, Materazzi è stato un giocatore spesso prezioso ma anche discutibile, poiché non di rado risolveva le partite usando le parti più appuntite — i gomiti, i tacchetti, una famosa volta pure la dialettica — del suo campionario. Pur definendo "spavalda" l'affermazione dell'ex difensore, che ha sottolineato come la finale si disputerà in casa degli avversari, Condò ne certifica l'indiscutibile veridicità, gettando uno sguardo sulla posta in gioco per la nazionale italiana.

Il percorso insidioso e il carattere di Nagelsmann

Il cammino verso i Mondiali del 2026, che si terranno negli Stati Uniti, in Canada e in Messico, si presenta infatti come un sentiero irto di ostacoli, dove ogni passo falso potrebbe risultare fatale. Dopo otto anni di assenza dalla massima competizione, gli azzurri sono chiamati a superare prima la sfida con l'Irlanda del Nord e, successivamente, quella ben più complessa contro il vincitore dello scontro tra Galles e Bosnia. In un contesto del genere, ogni elemento, persino il carattere di un avversario potenziale, viene analizzato con scrupolosa attenzione; Julian Nagelsmann, per esempio, non deve avere un carattere facile e a volte, ai microfoni, dà l’impressione di essere un po’ altezzoso. Quando parla dei suoi avversari, gli capita di farlo con una punta di fastidio, specie se quelli lo hanno messo di fronte a una partita particolarmente dura e sporca, come accadde tre anni fa quando, allenando il Bayern Monaco, perse contro il Villarreal e bollò il loro atteggiamento come «tipico delle squadre del sud».

I precedenti storici a conforto

Contro l'Irlanda del Nord, tuttavia, il bilancio storico offre un quadro rassicurante per la formazione italiana. Sono ben undici le sfide che le hanno viste contrapposte, delle quali quattro nelle qualificazioni mondiali e due per gli Europei, con un bilancio totale che segna sette vittorie azzurre, due pareggi e un solo successo per la formazione irlandese. In quelle occasioni, l'Italia ha realizzato diciannove reti subendone appena sei, un dato che, seppur lontano nel tempo, fornisce un solido fondamento statistico alla fiducia. La prima di quelle partite, disputata nell'aprile del 1957 all'Olimpico di Roma, si concluse con un successo per 1-0 firmato da Cervato, sotto la guida del commissario tecnico Alfredo Foni, inaugurando una tradizione di risultati positivi che i tifosi sperano ora di vedere confermata.

Le quote e il peso della storia recente

Le quote di mercato, da parte loro, riflettono questa prospettiva di un cammino possibile, sebbene tutto sia condizionato dall'esito della prima, decisiva, semifinale. L'unico precedente in cui Gennaro Gattuso, da giocatore e capitano, affrontò gli irlandesi nel 2009 si risolse con un successo, aggiungendo un tassello a un mosaico altrimenti composto da statistiche di un'epoca diversa. Il vero nodo da sciogliere, al di là dei numeri e delle citazioni, rimane la capacità della squadra di gestire una pressione che, dopo un ciclo di delusioni, si è fatta quasi opprimente, trasformando ogni match in un esame senza appello della propria maturità sportiva.

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