Ducati Superleggera V4 Centenario, la carenata dei record che pesa 167 kg e spinge 247 cv

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Nel panorama delle celebrazioni industriali, dove spesso si ricorre a nostalgiche rievocazioni del passato, Ducati ha scelto una strada opposta per festeggiare il suo primo secolo di vita. La risposta di Borgo Panigale, presentata il 27 marzo, è la Superleggera V4 Centenario: un concentrato di tecnologia senza precedenti destinato a soli 500 possessori, più altri 100 che potranno permettersi la versione Tricolore. Si tratta di un’opera ingegneristica che, fin dal nome, dichiara la propria missione—spingersi oltre ogni limite preesistente—con l’obiettivo di ridefinire cosa possa essere oggi una moto omologata per la circolazione stradale.

L’ossessione per il peso e il nuovo motore Desmosedici Stradale R 1100

Il punto di partenza di questo progetto è la settima generazione della piattaforma Superbike, ma la somiglianza con la Panigale V4 cui si potrebbe pensare è solo estetica. Il cuore pulsante è il nuovo Desmosedici Stradale R 1100, un motore che nasce da un’operazione di “alchimia” meccanica: la cilindrata passa da 998 a 1.103 cc grazie a un allungamento della corsa da 48,4 a 53,5 mm. Questa modifica, apparentemente semplice, serve a incrementare la coppia ai medi regimi senza sacrificare la potenza agli alti. Nella configurazione stradale, omologata Euro5+, si attestano 228 cavalli; ma è con il kit racing Akrapovič fornito di serie e l’olio Ducati Corse Performance che la cavalleria schizza a 247 cv, raggiungendo un rapporto potenza-peso di 1,48 cv/kg.

La ricerca della leggerezza, come il nome stesso suggerisce, è stata maniacale: il propulsore è più leggero di 3,6 kg rispetto a quello della Panigale V4 grazie all’uso di titanio, viti alleggerite e una nuova albero motore che utilizza inserti in tungsteno per ridurre le masse inerziali. Ogni motore porta con sé un tocco di artigianalità rara: la distribuzione desmodromica viene registrata a mano e una targhetta riporta il nome del tecnico che ha eseguito il controllo finale, un gesto che fonde l’alta tecnologia con la tradizione della Casa.

Due primati mondiali assoluti: freni e forcella in carbonio

Se il motore rappresenta la potenza, è la ciclistica a decretare l’unicità assoluta di questa V4 Centenario. Ducati ha infatti ottenuto due primati mondiali per una moto con targa: l’adozione dei primi dischi freno in carbonio ceramico omologati per l’uso stradale e la prima forcella con foderi in fibra di carbonio. L’impianto firmato Brembo, denominato Hyction, abbandona l’acciaio per un composto ceramico rinforzato con fibre (C/SiC), riducendo il peso di 450 grammi per disco e abbassando del 40% il momento d’inerzia. Una riduzione che si traduce in una sensibilità superiore in frenata e in un’agilità nei cambi di direzione impensabile fino a oggi. Le pinze monoblocco Brembo GP4-HY completano il quadro, con un sistema antidrag che elimina la coppia residua al rilascio della leva.

All’anteriore, la forcella Öhlins NPX 25/30 Carbon rappresenta l’altro primato: per la prima volta su una moto di serie, i foderi sono realizzati in fibra di carbonio, un materiale finora relegato ai prototipi della MotoGP. Questa soluzione, oltre a garantire una riduzione del peso del 10% rispetto ai modelli standard, migliora la sensibilità dell’avantreno e la precisione in inserimento. Al posteriore, l’ammortizzatore Öhlins TTX36 GP LW monta valvole di derivazione MotoGP, con regolazione idraulica senza attrezzi, a testimonianza di come ogni componente sia stato spinto verso la massima performance.

Il telaio in fibra di carbonio e l’estetica del centenario

La struttura portante della Superleggera V4 Centenario non è da meno: telaio anteriore, telaietto posteriore, forcellone e ruote sono tutti realizzati in fibra di carbonio. Il Front Frame pesa il 17% in meno rispetto all’equivalente in alluminio della Panigale V4, mentre il forcellone posteriore risulta più leggero del 21%, mantenendo però invariati i valori di rigidezza laterale e torsionale. Le ruote a cinque razze fanno risparmiare quasi 300 grammi rispetto a quelle della V4 S Carbon. Per garantire la sicurezza di questi componenti, ogni elemento viene sottoposto a tre diversi metodi di controllo non distruttivi—termografia attiva, ultrasonici phased array e tomografia assiale computerizzata—ereditati dal settore aerospaziale.

Esteticamente, la livrea GP26 si veste di un nuovo Rosso Centenario opaco, un rosso scuro che richiama le origini del marchio, come la Ducati 60 del 1949 o la Gran Sport “Marianna” del 1955. Un’armonia cromatica che ha influenzato anche la colorazione delle Desmosedici ufficiali del team Lenovo in MotoGP. Le ali aerodinamiche e i Corner Sidepods, derivati dalla Panigale V4 R Superbike, sono integrati nella carenatura in carbonio a vista e servono a generare un effetto suolo in curva, aumentando il grip a centro piega.

Ogni esemplare viene consegnato in una cassa in legno personalizzata con certificato di autenticità, cavalletti paddock e un kit racing completo di scarico Akrapovič e componenti per la conversione pista. Per ventisei fortunati acquirenti, infine, è prevista la MotoGP Experience: una giornata in pista che culminerà con l’opportunità di salire in sella alla Desmosedici GP26, un’esperienza riservata a pochi che sancisce il legame indissolubile tra la produzione di serie e il massimo campionismo.

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