Landini: "Trump guarda alle terre rare più che alla pace in Ucraina"
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Redazione Interno
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Mentre a Roma sfila il corteo del Primo Maggio, il segretario della Cgil Maurizio Landini non usa giri di parole per commentare gli ultimi sviluppi del conflitto in Ucraina e il presunto accordo tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky. "A Trump interessano più le terre rare che la pace", afferma, sostenendo che "fermare i bombardamenti dovrebbe essere la priorità, mentre investire in armi non fa che alimentare la guerra". Le sue parole arrivano dopo che il presidente americano ha rivelato alcuni dettagli del colloquio avuto con Zelensky a margine dei funerali di Papa Francesco.
Trump, in un’intervista a Newsnation, ha spiegato di aver esortato il leader ucraino a firmare un eventuale accordo, "perché la Russia è più grande e più forte". Un riferimento che molti interpretano come un’apertura verso Mosca, anche se lo stesso Trump ha ammesso, senza entrare nel merito, che un eventuale patto sulle risorse minerarie "potrebbe in qualche modo influenzare Putin".
Intanto, il direttore di Limes Lucio Caracciolo, ospite a Dimartedì su La7, ricostruisce i retroscena dell’incontro tra Trump e Zelensky nella Basilica di San Pietro. Quella foto, dice, "è un simbolo del Vaticano, che è riuscito a farli sedere insieme". Ma c’è un altro elemento che non sfugge all’analista: "Hanno praticamente ignorato Macron". Il presidente francese aveva sostenuto che la terza sedia vuota fosse riservata all’interprete, ma Caracciolo cita il labiale di Trump: "Per cortesia, lasciaci in pace". Una versione che smentirebbe le dichiarazioni rilasciate da Macron a Paris Match.
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