Alajbegovic, il ruolo alla Juve è già chiaro: Spalletti lo vede insieme a Yildiz e Kolo Muani

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’è un bicchiere mezzo pieno e, quando si è presi dall’arsura, è certamente meglio di niente. Tra le note liete della sconfitta contro l’Inter all’Optus Stadium di Perth, la Juventus ha potuto registrare l’esordio di Kerim Alajbegovic in bianconero e il ritorno di Randal Kolo Muani. Lo sono in generale, perché quella del club è stata anche una dimostrazione di forza: chiudere il doppio colpo entro la deadline prefissata e dare a Luciano Spalletti l’opportunità di lavorarci durante la tournée australiana.

Al di là del risultato, il test contro i nerazzurri ha offerto indicazioni tattiche precise sul futuro dei due acquisti, in particolare sul bosniaco classe 2007. Una prestazione, la sua, che ha fugato i dubbi sulla posizione in campo e aperto scenari interessanti per la convivenza con Kenan Yildiz e lo stesso Kolo Muani nel nuovo scacchiere offensivo della Vecchia Signora.

Il ruolo di Alajbegovic, trequartista centrale per Spalletti

La prima apparizione di Kerim Alajbegovic con la maglia della Juventus ha subito chiarito le intenzioni di Luciano Spalletti in merito al suo utilizzo. Subentrato all’inizio della ripresa al posto di un Kenan Yildiz apparso fuori condizione, il giovane talento bosniaco è stato inizialmente schierato largo a sinistra, per poi essere spostato al centro del campo come trequartista puro nel 4-2-3-1 disegnato dall'allenatore.

Una mossa che ha prodotto immediati effetti positivi sulla manovra offensiva bianconera, portando vivacità e qualità in un reparto che nella prima frazione di gioco aveva faticato a esprimersi. La sua capacità di giocare spalle alla porta e cucire il gioco, unita a una notevole personalità nonostante la giovane età, ha convinto l'ambiente e fornito una chiara indicazione: Alajbegovic è il nuovo numero 10 della Juve.

L’analisi, peraltro già anticipata dalla stampa specializzata, sembra trovare piena applicazione pratica nel test di Perth, dove il bosniaco ha potuto mostrare quelle che saranno le sue caratteristiche principali nel progetto tecnico di Spalletti.

Convivenza con Yildiz e il ritorno di Kolo Muani

La scelta di utilizzare Alajbegovic come trequartista centrale apre il dibattito sulla sua convivenza con Kenan Yildiz e sulla composizione del tridente offensivo. Le due ali, di fatto, prediligono la corsia mancina, ma le rispettive caratteristiche ne suggeriscono una chiara compatibilità. Mentre il turco ama attaccare la linea laterale partendo da lontano per poi accentrarsi, Alajbegovic tende a occupare le zolle centrali del campo, agendo da vero e proprio regista offensivo e lasciando quindi spazio alle incursioni del compagno.

A completare il quadro, il ritorno di Randal Kolo Muani ha offerto ulteriori risposte. Nei pochi minuti giocati, l’attaccante francese ha subito dimostrato di essere l’elemento che mancava alla Juventus nella scorsa stagione: un centravanti capace di attaccare la profondità, dare peso specifico all’attacco e proteggere la palla.

In questo senso, le parole dell’ex bianconero Fabrizio Ravanelli, che ha seguito la gara dal vivo, sono state emblematiche: "Nei primi due/tre minuti da quando è subentrato, ha attaccato subito la profondità ed è quello che chiede tra l’altro anche Spalletti per poter riuscire a fare gol". Un giocatore, quindi, che può rivelarsi fondamentale per vincere le partite e che rappresenta un upgrade significativo rispetto al pacchetto degli attaccanti a disposizione nella passata annata, come confermato anche dai numeri della sua precedente parentesi bianconera.

L’analisi di Ravanelli e il giudizio sulla Juventus

Fabrizio Ravanelli, ospite speciale insieme ad Alessandro Del Piero sugli spalti dello stadio di Perth, ha promosso a pieni voti il ritorno di Kolo Muani. Per l’ex attaccante, il francese è l'acquisto giusto per una squadra che, pur essendo in fase di costruzione, ha comunque mostrato buone cose contro l’Inter, nonostante la sconfitta per 2-1. "La Juventus è in fase di costruzione, mancano ancora dei giocatori e i carichi di lavoro anche a Perth sono stati importanti, quindi era prevedibile avere degli alti e bassi.

Tuttosalmente, nonostante la sconfitta, la Juventus ha fatto delle buone cose", ha commentato Ravanelli ai microfoni di Sky Sport. Sull’andamento della partita, l’ex bianconero ha evidenziato la maggiore solidità dell’Inter, una squadra ormai consolidata, ma ha voluto sottolineare gli aspetti positivi della sua ex squadra. Il giudizio, comunque, è stato positivo anche per quanto riguarda il portiere Michele Di Gregorio, sul quale Ravanelli ha consigliato di restare tranquillo e di accettare le critiche, un aspetto inevitabile quando si indossa la maglia della Juventus.

I numeri di un ritorno che fa sognare i fantallenatori

Il ritorno di Kolo Muani alla Juventus ha naturalmente riacceso l’entusiasmo anche tra i fantallenatori. I numeri della sua precedente esperienza in bianconero, nella seconda parte della stagione 2024/25, parlano chiaro: 16 presenze, 8 gol e 1 assist, con una fanta-media finale di 7.78. Cifre che testimoniano un impatto perfetto con la realtà torinese, come mai avvenuto in altre tappe della sua carriera.

La scelta del francese di tornare a vestire il bianconero, spinto anche dalla volontà di ritrovare un ambiente dove aveva lasciato il segno, è stata accolta con favore dalla dirigenza, che ha investito oltre 50 milioni di euro per il suo cartellino. La sua capacità di attaccare la profondità, unita alla qualità di Alajbegovic e alla fantasia di Yildiz, disegna un attacco dalle potenzialità interessanti per Luciano Spalletti, che avrà finalmente a disposizione soluzioni diverse e complementari per il reparto offensivo.

Il test di Perth, in questo senso, ha rappresentato il primo, importante tassello per verificare sul campo l’amalgama tra i nuovi innesti e il resto della squadra, in vista dell’inizio della prossima stagione.

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