Iveco passa a Tata Motors, i lavoratori di Foggia temono per il futuro dello stabilimento
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Redazione Economia
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La proposta di acquisizione di Iveco Group da parte del colosso indiano Tata Motors ha acceso i riflettori sulle sorti dello stabilimento di Foggia, dove l’incertezza tra i dipendenti cresce di ora in ora. Pasquale Capocasale, segretario della Fismic Foggia e rappresentante nazionale del sindacato metalmeccanico, ha definito l’operazione "preoccupante", soprattutto per chi, in Puglia, vive della produzione di veicoli industriali. La questione è stata portata all’attenzione del ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove si è discusso degli estremi dell’accordo, ma senza che emergessero rassicurazioni concrete.
Quella tra Fiat (che controllava Iveco) e Tata non è una novità assoluta, ma rappresenta l’ultimo capitolo di un rapporto industriale tra Italia e India che affonda le radici nel secolo scorso. Già allora, il trasporto pesante indiano si reggeva su due pilastri: Tata, leader indiscusso, e Ashok Leyland, più piccolo ma strategicamente legato a Fiat. Quando nuovi competitor come Volvo e i costruttori giapponesi iniziarono a insidiare il mercato, fu proprio Tata a spingere per rilevare il controllo di Ashok Leyland, permettendo alla casa torinese di consolidarsi. Oggi, con l’acquisto di Iveco, il gruppo di Mumbai completa un disegno che ridisegna gli equilibri del settore.




