Leonor e Sofía, dal saluto al Papa al concerto di Bad Bunny: la notte da ragazze normali delle figlie del re
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Se il calendario di Madrid, per il fine settimana del 6 e 7 giugno, avesse dovuto sintetizzare l’anima contraddittoria di una capitale europea, avrebbe messo nero su bianco due eventi all’apparenza inconciliabili: da una parte la solenne messa presieduta da Papa Leone XIV in Piazza Cibeles, dall’altra l’esplosione ritmica di Bad Bunny allo stadio Riyadh Air Metropolitano. Eppure, come spesso accade quando si parla di giovani e di passioni generazionali, le due dimensioni – quella spirituale e quella mondana – si sono toccate, anzi, si sono abbracciate.
A fare da trait d’union sono state le figlie di re Felipe VI e della regina Letizia: la principessa delle Asturie, Leonor, e l’infanta Sofía, le quali, dopo aver ricoperto un ruolo istituzionale di primo piano nell’accoglienza al Pontefice, hanno indossato i panni di due normali ventenni pronte a cantare a squarciagola i tormentoni dell’estate.
L’abbraccio tra Chiesa e Corona nella capitale spagnola
La visita di Papa Leone XIV a Madrid – la prima del suo pontificato nella penisola iberica – aveva un’agenda fitta di impegni, ma il momento clou è stato senza dubbio l’incontro con la famiglia reale. A Cibeles, dove una folla oceanica si era radunata nonostante il caldo soffocante di giugno, re Felipe e la regina Letizia hanno fatto gli onori di casa affiancati dalle loro figlie.
Per Leonor, erede al trono nata nel 2005 e attualmente impegnata nel terzo anno di formazione militare presso l’Accademia Generale dell’Aria e dello Spazio, si è trattato di un ennesimo banco di prova in quella che è una costante della sua educazione: la capacità di alternare il rigore delle cerimonie ufficiali alla spontaneità della vita privata.
La messa, celebrata in un’atmosfera di raccoglimento solenne, ha visto la principessa sfoggiare un portamento già regale, consapevole del peso specifico di un ruolo – quello di futura regina regnante – che la storia della monarchia spagnola non vedeva dai tempi di Isabella II.
Ventagli e coreografie: la serata liberatoria delle sorelle Borbón
Ma la giornata non era finita lì. Mentre i riflettori si spegnevano sulla Cibeles e i fedeli si disperdevano per le strade del centro, Leonor e Sofía – quest’ultima, classe 2007, ormai quasi maggiorenne e cresciuta all’ombra della sorella maggiore – hanno cambiato completamente registro. Secondo quanto riferito dal giornalista Javier de Hoyos, che ha diffuso le immagini esclusive della serata, le due sorelle si sono dirette al Riyadh Air Metropolitano.
Lo stadio, che per l’occasione ha ospitato una delle tappe del tour "DeBÍ TiRAR MáS FOToS", era sold out da settimane, e tra i settantamila fan presenti si sono fatte largo anche Carmen Machi o Paco León, ma nessuno ha rubato la scena alle figlie del re. Accompagnate da un gruppo ristretto di amiche – uno scudo umano che garantisse loro quella parvenza di anonimato che a Palazzo è un lusso raro – le due ragazze si sono lasciate andare.
Ci sono voluti pochi secondi di video per immortalare Leonor muovere i fianchi a tempo di reggaeton, mentre Sofía, più defilata ma altrettanto partecipe, agitava un ventaglio cinese per rinfrescarsi dal calore del mosh pit.
L’arte di scomparire tra la folla: il lusso della normalità
Non c’è nulla di più rivoluzionario, per un’erede al trono, della capacità di mimetizzarsi. Mentre Letizia Ortiz, la loro madre, ha spesso dovuto confrontarsi con un’etichetta ferrea che penalizza ogni scivolone, Leonor ha ormai imparato a gestire la sua immagine con un dosaggio sapiente: abito lungo e fiocco per l’incontro con il Papa, jeans e maglietta per il concerto. Nessun camerino reale riservato, nessun cordone di sicurezza che le isolasse dai fan comuni.
Le immagini mostrano le principesse in mezzo al pubblico pagante, circondate da ragazzi della loro età, intenti a filmare il palco con il cellulare esattamente come chiunque altro. Dopotutto, sebbene Leonor abbia già giurato fedeltà alla bandiera nel 2023 e stia completando la sua preparazione militare per diventare comandante in capo delle forze armate, ha solo vent’anni. E forse è proprio questa dualità – la croce e la delizia di essere moderni – a renderle, agli occhi dei sudditi, più vicine che mai.
L’agenda parallela di Madrid: dove la FOMO diventa cronaca
Mentre a Palermo si celebrava il matrimonio da favola di Dua Lipa, trasformando la Sicilia in un set hollywoodiano, Madrid rispondeva con questa giustapposizione surreale di sacro e profano. Se qualcuno, quest’anno, stesse cercando l’epicentro globale della cosiddetta FOMO (la paura di essere esclusi), la cartina tornasole lo porterebbero proprio nella capitale spagnola. Da una parte l’austerità del rito cattolico officiato da Leone XIV, dall’altra le luci stroboscopiche di Bad Bunny che – va ricordato – ha da poco concluso la prima metà dei suoi concerti madrileni.
Per Leonor e Sofía, quella di domenica sera non è stata una semplice uscita. È stato il segnale che, nonostante le convenzioni dinastiche e l’ombra ingombrante della corona, il bisogno di evasione e di condivisione orizzontale – tra pari, senza tutori né ciambellani – è esattamente identico a quello di qualsiasi altra ragazza della loro generazione.
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