Schwazer a Trento tra la folla: "Sì alle controanalisi, ma con un metodo nuovo"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Trento si è stretta intorno ad Alex Schwazer. Nel pomeriggio di oggi, in piazza Duomo, il marciatore altoatesino è stato protagonista di uno degli incontri più attesi del Festival dello Sport, la rassegna organizzata dalla Gazzetta dello Sport e da Trentino Marketing, giunta alla nona edizione. Davanti a un pubblico folto, Schwazer ha parlato per la prima volta dopo l'annuncio, nei giorni scorsi, della sua decisione di accettare le controanalisi sul campione di urina risultato positivo all'Epo a fine giugno.

La nuova strategia difensiva

«Non c'è stato nessun cambio di strategia», ha spiegato l'atleta, «io all'inizio avevo chiesto la controanalisi a patto che venisse analizzata anche l'urina residua, il cosiddetto campione C. L'agenzia antidoping tedesca non ha accettato. Ora però ci hanno proposto di fare sì le controanalisi aggiungendo la possibilità di farle anche con un metodo alternativo che noi abbiamo chiesto». Secondo quanto riferito da Schwazer, si tratterebbe di un metodo che a livello scientifico permetterebbe di distinguere tra l'Epo assunta dall'esterno e quella prodotta naturalmente dal corpo umano.

Il marciatore non ha nascosto le sue aspettative: «Il controesame fatto con il metodo standard darà di nuovo esito positivo», ha detto, «ma noi speriamo che ci sia la nuova analisi con questo metodo diverso». La vicenda trae origine dal controllo effettuato il 26 aprile scorso durante i campionati tedeschi di marcia su strada, dove Schwazer aveva chiuso la maratona di marcia con il record italiano di 3h01'55".

Le tracce di eritropoietina erano state rilevate sia nei campioni di urina sia in quelli di sangue, portando l'agenzia nazionale antidoping tedesca ad avviare un procedimento e a disporre la sospensione cautelare dell'atleta.

La posizione del legale

A fare il punto sulla decisione di procedere con le controanalisi è stato l'avvocato Gerhard Brandstätter, che da anni segue le vicende legali del marciatore. «Alex si era inizialmente opposto all'invio della richiesta, ma alla fine siamo comunque riusciti a persuaderlo», ha dichiarato il legale alla Südtiroler Tageszeitung. La rinuncia all'esame della terza provetta, quella con l'urina residuale consegnata il giorno del controllo, rappresenta un cambio di rotta rispetto alle condizioni poste in precedenza.

Schwazer aveva sempre legato le controanalisi all'analisi di quel campione aggiuntivo, una procedura non prevista dai protocolli antidoping internazionali e priva di una catena di custodia conforme alle regole.

La storia giudiziaria di Schwazer si intreccia con un lungo braccio di ferro che dura da oltre un decennio. Dopo la squalifica del 2016, il Tribunale di Bolzano ha archiviato il procedimento penale perché «il fatto non sussiste», ma la giustizia sportiva non ha mai modificato la propria posizione. Una frattura che l'atleta ha più volte definito insanabile. Quella di oggi a Trento è stata anche l'occasione per ribadire la sua posizione: «Si è cercato di capire alcune cose, che ovviamente costano tante energie, però va fatto».

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