Alemanno e gli spostamenti sospetti, indagini su trasferte e documenti falsi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, è al centro di un'inchiesta giudiziaria che ha portato alla sua detenzione nel carcere di Rebibbia. Le accuse riguardano presunte violazioni delle prescrizioni imposte dai servizi sociali, con particolare attenzione a una serie di trasferte sospette, tra cui un viaggio a Cosenza per il "restyling di una caffetteria". Gli inquirenti sospettano che Alemanno abbia utilizzato documenti falsi per giustificare spostamenti non autorizzati, incluse consulenze professionali inesistenti.
L'indagine ha rivelato che Alemanno, nel corso di ventisei trasferte in un anno, ha cercato di evitare i servizi sociali con giustificazioni spesso poco credibili. In alcuni casi, le scuse erano così ambigue che lo stesso Alemanno si meravigliava della loro plausibilità. Tra gli episodi contestati, spicca un viaggio in Calabria, che ha sollevato ulteriori dubbi sulla veridicità delle motivazioni addotte.
L'ordinanza di custodia cautelare elenca diversi episodi di presunte violazioni, tra cui il viaggio a Cosenza, che ha attirato l'attenzione degli inquirenti per la sua natura controversa. Alemanno, già condannato a 22 mesi per traffico di influenze illecite nel processo Mondo di Mezzo, ha visto revocata la libertà condizionale ottenuta dopo una condanna che sarebbe terminata tra quattro mesi.
Marco Rizzo, uno dei fondatori di Rifondazione Comunista, ha difeso pubblicamente Alemanno, sostenendo che le accuse siano frutto di un accanimento contro le sue posizioni contrarie alla guerra.




