Tsunoda debutta con la Red Bull a Suzuka: "Più difficile della simulazione, ma il feeling c’è"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Yuki Tsunoda, chiamato a sostituire Liam Lawson dopo appena due gare deludenti, ha vissuto il suo primo venerdì da pilota ufficiale Red Bull Racing nel Gran Premio del Giappone, terzo round della stagione 2025. Un esordio che, pur con le cautele del caso – si tratta soltanto di prove libere – ha lasciato segnali positivi. Nella prima sessione, il giapponese ha chiuso sesto, a soli 107 millesimi dal neo-compagno Max Verstappen, quinto nonostante qualche difficoltà nel trovare la giusta confidenza con la pista.

Le dichiarazioni post-libere hanno rivelato un approccio pragmatico: "Il feeling è più complicato sulla macchina vera rispetto ai simulatori, ma è andata meglio del previsto", ha ammesso Tsunoda, sottolineando la differenza tra le aspettative e la realtà. Un dato che, seppur preliminare, sembra confermare la scelta di Christian Horner di puntare sulla sua esperienza maturata in AlphaTauri (oggi Racing Bulls) piuttosto che perseverare con Lawson, retrocesso dopo un inizio di campionato fallimentare.

Sul tema è intervenuto lo stesso Horner, che ha voluto smentire una recente affermazione di Helmut Marko. Il consulente della Red Bull aveva insinuato che Adrian Newey, storico direttore tecnico del team, avrebbe posto un veto sull’ingresso di Tsunoda in passato. "Adrian non ha mai avuto voce in capitolo sulle decisioni riguardanti i piloti", ha precisato il team principal a Sky Sport UK, chiudendo una polemica che rischiava di offuscare il momento.

Intanto, a Suzuka, le Racing Bulls hanno sorpreso con prestazioni inattese: Isack Hadjar e lo stesso Lawson – forse motivato dalla retrocessione – hanno brillato nelle FP2, complicando ulteriormente un quadro già instabile. La pista giapponese, del resto, è nota per ribaltare pronostici e accelerare giudizi, e questa edizione non fa eccezione. Con Honda che si appresta a lasciare la Formula 1 dopo questo weekend, l’attenzione verso Tsunoda, unico pilota nipponico in griglia, è doppia: non solo deve dimostrare di meritare il volante, ma anche dare un addio simbolico al motorista che ha sostenuto la sua carriera.

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