Sicurezza, slitta il Cdm sul decreto. Piantedosi informa l'aula su Torino

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il consiglio dei ministri dedicato al nuovo pacchetto sicurezza, inizialmente previsto per domani, è stato rinviato a giovedì alle 17. La decisione di slittare di ventiquattr’ore, presa dopo un vertice a Palazzo Chigi con la premier e i ministri competenti, nasce dalla necessità di limare gli ultimi, e più spinosi, dettagli all’interno della maggioranza, alcuni dei quali richiedono un dialogo con il Quirinale. L’obiettivo, infatti, è giungere a un testo condiviso su provvedimenti che toccano temi sensibili, come l’introduzione di una forma di scudo penale per gli agenti delle forze dell’ordine e la disciplina del fermo preventivo, misure sulle quali non esiste ancora una piena intesa tra le forze di governo. Nel frattempo, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi terrà oggi pomeriggio in aula alla Camera un’informativa sui gravi fatti di Torino, dove si è consumata una guerriglia urbana; si tratterà di un resoconto, senza le votazioni che invece caratterizzerebbero un passaggio formale di comunicazioni.

Le misure in cantiere e il nodo della cauzione

Il decreto-legge, la cui stesura è stata accelerata proprio come risposta diretta agli scontri torinesi, conterrà una serie di misure specifiche. Tra queste, spiccano una stretta sul porto e sulla vendita ai minorenni di coltelli, provvedimento ispirato dal tragico episodio di La Spezia, e lo scudo penale per le forze dell’ordine, il quale prevede la non iscrizione nel registro degli indagati qualora una lesione, o persino un omicidio, sia stata commessa nell’esercizio della legittima difesa. Una misura che ha invece diviso la coalizione è l’ipotesi di richiedere una cauzione per le manifestazioni in piazza, sulla quale la Lega ha espresso forte contrarietà ritenendola necessaria, ma che al momento sembra essere stata accantonata nel testo in preparazione.

L'appello della premier e il contesto politico

Al termine del vertice, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha lanciato un appello alle opposizioni, citando esplicitamente le dichiarazioni della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, proponendo una “stretta collaborazione istituzionale” e l’elaborazione di una risoluzione unitaria da votare in Parlamento. Un tentativo, questo, di inquadrare la materia sicurezza in un quadro più ampio e condiviso, sebbene le premesse per un accordo trasversale appaiano complesse date le profonde divergenze su alcuni capisaldi del provvedimento. L’informativa di Piantedosi sui fatti di Torino rappresenta dunque il primo atto di un confronto parlamentare che si preannuncia articolato, mentre il governo lavora per compattare la propria maggioranza prima del voto in consiglio dei ministri.

Il percorso legislativo e le prossime tappe

Il pacchetto sicurezza si comporrà di un decreto-legge, strumento che garantisce immediatezza di applicazione una volta convertito, e di un disegno di legge delega per gli interventi di più lungo respiro. La scelta di un rinvio di un giorno, se da un lato testimonia le difficoltà nell’armonizzare le diverse sensibilità politiche, dall’altro sottolinea la volontà di presentare un testo coerente e solido, cercando di prevenire futuri intoppi in sede di conversione parlamentare. Tutti gli sforzi sono ora concentrati sulla riunione di giovedì, mentre l’attenzione dell’aula si sposterà oggi sull’analisi dei gravi episodi di violenza che hanno scosso Torino, episodi che hanno indubbiamente impresso una decisa accelerazione all’agenda governativa in materia di ordine pubblico.

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