Meloni blocca il decreto bollette: misure insufficienti, slitta il Cdm
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Redazione Interno
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Giorgia Meloni ha deciso di rinviare il Consiglio dei ministri previsto per oggi, rimandando a venerdì la discussione sul decreto contro il caro-bollette. La premier ha giudicato “insoddisfacente” la bozza preparata dai ministeri dell’Ambiente e dell’Economia, guidati rispettivamente da Pichetto Fratin e Giorgetti, ritenendo le misure proposte poco efficaci per affrontare l’aumento dei costi energetici. Un rinvio che non solo evidenzia le difficoltà interne al governo nel trovare una quadra, ma che lascia anche in sospeso famiglie e imprese, già alle prese con bollette sempre più salate.
Il pacchetto di aiuti, che prevedeva un impegno superiore ai 3 miliardi di euro, è stato giudicato insufficiente dalla presidente del Consiglio, che ha chiesto risorse aggiuntive per garantire un sostegno più incisivo, soprattutto ai soggetti più vulnerabili. La decisione di Meloni, comunicata pubblicamente, ha il sapore di una doccia fredda per i tecnici che avevano lavorato al testo, ma riflette anche la volontà di Palazzo Chigi di non accontentarsi di soluzioni tampone.
Il decreto, che avrebbe dovuto essere varato oggi, è stato quindi rimandato a venerdì, quando sul tavolo del Cdm arriverà anche la nuova legge delega sul nucleare, già annunciata da tempo. Un accostamento che non sembra casuale, considerando che la crisi energetica richiede interventi strutturali e non solo misure emergenziali. Tuttavia, il rinvio lascia aperte molte domande: quali saranno le nuove risorse stanziate? E come verranno distribuite?
Intanto, il caro-bollette continua a pesare su cittadini e aziende, con il rischio che, con l’arrivo dell’estate, il ricorso ai condizionatori – per chi può permetterseli – provochi un ulteriore aumento dei consumi e, di conseguenza, delle spese. Una situazione che rende urgente l’adozione di misure concrete, ma che al momento sembra ancora lontana da una soluzione definitiva.




