Bollette, Giorgetti irritato dopo lo stop di Meloni: «Trovati tre miliardi, non si fa così»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha espresso chiaramente il suo disappunto dopo la decisione della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di bloccare il decreto legge contro il caro-bollette. «Non si fa così», ha dichiarato, riferendosi alla bocciatura improvvisa del provvedimento, che aveva già trovato una copertura finanziaria di tre miliardi di euro. La premier, tuttavia, ha giudicato il testo insufficiente e inefficace, soprattutto nel sostenere i soggetti più vulnerabili, rinviando la discussione a un successivo consiglio dei ministri.

La riunione prevista per martedì 25 febbraio è stata dunque annullata, lasciando spazio a un clima di tensione tra i membri del governo. Meloni, irritata, ha chiesto ai ministri coinvolti, tra cui Giorgetti e Pichetto Fratin, di rivedere il decreto e di trovare ulteriori risorse, stimabili in almeno un miliardo di euro in più, per garantire un intervento più incisivo. La premier ha definito la bozza «non soddisfacente», sottolineando la necessità di misure che possano offrire una risposta concreta non solo alle famiglie, ma anche alle imprese, sempre più colpite dai rincari energetici.

Il decreto, annunciato a metà febbraio, era stato presentato come una soluzione tempestiva per contrastare il caro-energia, ma fin da subito ha mostrato criticità. Tra i nodi da sciogliere, spicca la questione degli aiuti di Stato e delle modifiche alle normative europee sulla CO2, temi che richiedono un coordinamento con Bruxelles. Intanto, l’Unione Europea sta valutando interventi per rivedere le regole sugli aiuti di Stato, un aspetto che potrebbe influenzare le misure adottate dal governo italiano.

Assolombarda, attraverso il suo presidente Alessandro Spada, ha ribadito l’urgenza di sostenere le imprese, spesso costrette a fare i conti con bollette insostenibili. «Gli aiuti alle aziende sono fondamentali», ha dichiarato, sottolineando come il caro-energia rischi di compromettere la competitività del sistema produttivo italiano.

Intanto, le famiglie continuano a cercare soluzioni per ridurre le spese domestiche, monitorando i consumi energetici e sfruttando i bonus disponibili per il risparmio energetico. La situazione, già critica, potrebbe peggiorare se non verranno trovate risposte adeguate. Il governo, però, sembra ancora lontano da una soluzione definitiva, con il decreto slittato prima a venerdì e poi a lunedì prossimo, in attesa di ulteriori approfondimenti.

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