Giuli: "Sulla Pergola nessun attacco politico, solo valutazione tecnica"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha ribadito, nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri al Collegio Romano, che la possibile revisione dello status del Teatro della Pergola di Firenze non sarebbe dettata da motivazioni politiche, bensì da un’analisi puramente tecnica. «Tra i dimissionari della commissione consultiva», ha precisato, «c’è chi ha ammesso che i requisiti attuali del teatro non garantiscono il mantenimento di una caratura nazionale». Le sue parole arrivano dopo le polemiche seguite alle dimissioni di tre membri dell’organo consultivo, in disaccordo con la proposta di declassare la Fondazione Teatro della Toscana.

Giuli, evitando toni polemici, ha sottolineato più volte il proprio «rispetto» per le procedure tecniche, definendole «essenziali» in un contesto in cui le istituzioni culturali devono rispondere a criteri precisi. Sebbene non abbia escluso la possibilità di un ridimensionamento del ruolo della Pergola, ha tuttavia evitato di anticipare esiti, limitandosi a descrivere il lavoro della commissione come «in corso».

La vicenda, che ha attirato l’attenzione dei media soprattutto per le defezioni all’interno della commissione, solleva interrogativi sulle reali condizioni del teatro fiorentino, uno dei più antichi d’Italia. Fonti vicine al ministero lasciano intendere che il dibattito sia legato a parametri oggettivi, come la programmazione artistica e la sostenibilità economica, piuttosto che a mere logiche di schieramento.

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