Parma, Cuesta chiude le polemiche: “La mano di Buongiorno non era rigore da regolamento”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il pareggio per 1-1 maturato al Tardini nella 32ª giornata di Serie A, se da un lato consolida il cammino verso la salvezza dei ducali, dall’altro sembrava destinato a lasciare strascichi pesanti in termini arbitrali. A gettare benzina sul fuoco, nei minuti immediatamente successivi al triplice fischio, era stato un episodio specifico accaduto nell’area partenopea: un presunto tocco di braccio del difensore Alessandro Buongiorno, con i padroni di casa che reclamavano con veemenza il calcio di rigore. Tuttavia, a smorzare sul nascere qualsiasi velleità polemica, ci ha pensato direttamente il tecnico del Parma, Carlos Cuesta, intervenuto ai microfoni di Sport Mediaset con un’ammissione che ha spiazzato molti, vista la delicatezza del momento e l’importanza del risultato.

La spiegazione del “dubbio” e il ruolo dell’addetto agli arbitri

Cuesta, mostrando un approccio lucido e pragmatico tipico della sua prima stagione sulla panchina gialloblù, ha rivelato come la confusione iniziale fosse destinata a svanire non appena si fossero consultati gli esperti di regolamento presenti in squadra. "Dalla panchina – ha confessato l'allenatore spagnolo – avevo effettivamente il dubbio, ma poi questo dubbio è stato risolto in fretta". A fare chiarezza, nelle sue dichiarazioni riportate nell’immediato post-partita, è stata la consulenza del match analyst preposto a questi frangenti; costui ha infatti chiarito all’allenatore che, al netto delle proteste a caldo, la lettura degli ufficiali di gara era matematicamente corretta. “Il nostro addetto agli arbitri ci ha detto che non era rigore da regolamento, pertanto non c’è proprio niente da dire”, ha tagliato corto Cuesta, togliendo di fatto qualsiasi alibi alla sua squadra per un risultato che, seppur positivo in ottica classifica, lascia l’amaro in bocca per l’occasione mancata di fare il colpaccio contro una candidata al titolo.

L’orgoglio per la prestazione e il sostegno del Tardini

Nonostante il mancato bottino pieno, l’allenatore ha speso parole al miele per l’interpretazione data dai suoi ragazzi, specialmente nella prima frazione di gioco. Secondo la sua analisi, la retroguardia emiliana è riuscita a contenere la forza offensiva del Napoli quasi integralmente, concedendo agli avversari un’unica, seppur decisiva, occasione per superare il muro difensivo. “Il Napoli è riuscito una sola volta a superare la nostra difesa e ha fatto gol”, ha sottolineato Cuesta. A fare la differenza, come evidenziato dal tecnico in altre interviste rilasciate a Dazn nel dopo gara, è stato anche il calore del pubblico di casa. Il sostegno ricevuto, ha spiegato, è stato un fattore determinante per sopperire alla stanchezza nei momenti di maggiore pressione, un’energia che ha permesso ai giocatori di trovare quel “metro in più” necessario per reggere l’urto di una delle squadre più forti del campionato.

L’analisi tattica e la fatica nella gestione degli spazi

Analizzando i 90 minuti, il tecnico del Parma ha evidenziato come la partita si sia divisa in due tronconi distinti. Nel primo tempo, i padroni di casa sono riusciti a mettere in seria difficoltà la manovra partenopea, limitando al minimo le conclusioni verso la porta difesa dal portiere. Nel secondo tempo, però, complice l’inevitabile apertura degli spazi e la spinta offensiva degli ospiti, la squadra ha sofferto di più. In particolare, l’ingresso di alcuni elementi freschi dalla panchina (tra cui Alisson Santos) ha provato a sbilanciare l’organizzazione difensiva del Parma, portando a qualche brivido supplementare. Nonostante la pressione subita, l’allenatore ha voluto rimarcare la solidità caratteriale del gruppo, un aspetto che sta restituendo frutti importanti in questa fase calda della stagione, anche se c’è la consapevolezza che serve migliorare nella gestione della sfera e nell’organizzazione offensiva per non dover sempre limitarsi a difendere.

Niente rimpianti: la verità sull’episodio chiave

Ritornando al tema caldo della gara, la posizione di Cuesta rimane granitica e, in qualche modo, esemplare per un movimento che spesso si perde in recriminazioni sterili. Il gesto sportivo mostrato nel commentare il tocco di Buongiorno ha smorzato le polemiche, dimostrando come a volte la percezione a calcio d’occhio sia ingannevole. L’allenatore ha chiarito, ribadendolo anche in altre interviste, che non c’era alcuna volontà di cercare alibi: la decisione del direttore di gara è stata corretta e avallata dai protocolli vigenti. Un atteggiamento, questo, che fa onore al lavoro svolto finora e che lascia intendere come l’obiettivo della salvezza si stia perseguendo con i fatti e con la concretezza, piuttosto che con la ricerca di colpevoli esterni. I tre punti che mancano per la matematica certezza restano l’unico vero pensiero, con la consapevolezza che prestazioni di questo livello contro le big sono il termometro di una crescita reale e duratura.

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