Crosetto condanna i cori fascisti a Parma: "Vanno presi a calci e mandati via"
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Redazione Interno
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Il ministro della Difesa Guido Crosetto, tra i fondatori di Fratelli d'Italia, ha utilizzato toni di una durezza inusitata per commentare le immagini, divenute pubbliche attraverso un video diffuso su Instagram, che ritraggono alcuni individui all'interno della sezione del partito a Parma, spazio condiviso con il movimento giovanile Gioventù nazionale, intenti a intonare cori di chiara matrice fascista. L'episodio, che sarebbe avvenuto in corrispondenza dell'anniversario della marcia su Roma, mostrava, tra l'altro, l'esecuzione del canto "Me ne frego" con l'invocazione "camicia nera trionferà", accompagnata dallo sventolio di un tricolore in un'atmosfera di celebrazione del duce. "I cori fascisti di Parma si commentano da soli, sono qualcosa che nulla ha a che fare con Fratelli d'Italia", ha dichiarato il ministro, intervenendo a margine di un'iniziativa elettorale a Napoli, aggiungendo, in una frase che non ammette repliche, che "quelle persone vanno prese a calci e mandate via".
Le reazioni politiche all'interno della maggioranza
La ferma presa di posizione di Crosetto, la cui carica istituzionale lo colloca a capo del ministero della Difesa, arriva in un contesto nel quale l'episodio di Parma rischia di innescare polemiche sull'identità del partito di governo. Le sue parole, che suonano come un netto distacco da quelle frange, sembrano voler tracciare un confine preciso, quasi una linea di demarcazione, tra la storia e l'operato attuale di Fratelli d'Italia e quanto accaduto in quella sede. Un confine che il ministro, con il suo linguaggio colorito ma inequivocabile, descrive come invalicabile, indicando una via di espulsione per chiunque si riconosca in simili manifestazioni.
Le accuse dall'opposizione
Sul fronte dell'opposizione, il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, ha espresso un giudizio ancor più radicale, sostenendo che all'interno del movimento giovanile del partito di maggioranza vi sia una presenza consistente di simpatizzanti fascisti. "Da quelle parti sono pieni di fascisti", ha affermato il leader, sollecitando una condanna esplicita da parte della presidente del Consiglio. Fratoianni ha inoltre definito "francamente vomitevole e anche un poco vergognoso" ogni tentativo di paragone tra i manifestanti per la causa palestinese e un gruppo di giovani che esalta il regime mussoliniano, segnando una netta differenza tra le due tipologie di mobilitazione.
Il contesto dell'episodio e le implicazioni
Il filmato, la cui autenticità non è stata contestata, getta una luce inquietante su dinamiche che sembrano sopravvivere in alcuni ambienti politici, nonostante la chiara condanna proveniente dalle massime cariche del partito stesso. L'utilizzo di uno spazio ufficiale di Fratelli d'Italia per una riunione privata durante la quale sono stati eseguiti canti di quel tenore rappresenta, al di là delle immediate reazioni, un elemento di forte criticità. La localizzazione dell'evento in un luogo, per di più, condiviso con la Gioventù nazionale, assegna all'accaduto un peso specifico maggiore, sollevando interrogativi sulla permeabilità di certe ideologie all'interno delle strutture partitiche e sulla reale efficacia dei meccanismi di controllo interni.




