Crosetto e i cori fascisti a Parma, dentro e fuori il partito
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Redazione Interno
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La registrazione di canti nostalgici, emersa dalla sede di Fratelli d'Italia a Parma, ha scatenato un dibattito che va oltre i confini locali, sollevando questioni di non facile soluzione. Mentre alcuni si interrogano sull'opportunità di trasformare l'episodio in un "caso" nazionale, altri pongono un confronto con altri accadimenti, come l'aggressione a un cittadino di religione ebraica a Venezia, evidenziando una certa ipocrisia nel modo di valutare ciò che costituisce un pericolo reale. La reazione più netta, che ha il pregio di non lasciare spazio ad ambiguità, è giunta dall'interno stesso dello stesso partito, dal ministro della Difesa Guido Crosetto.
La linea dura di Crosetto
Guido Crosetto, figura di spicco tra i fondatori di Fratelli d'Italia, ha utilizzato toni particolarmente duri per commentare l'accaduto, definendo i cori fascisti come qualcosa che "nulla ha a che fare" con il partito. Le sue parole, "quelle persone vanno prese a calci e mandate via", rappresentano un chiaro invito a non minimizzare e a non deviare il discorso, assumendo una posizione che non ammette fraintendimenti di sorta. Questa presa di distanza, perentoria e pubblica, arriva in un momento in cui la leadership nazionale, compresa quella della premier Giorgia Meloni, non si è ancora espressa direttamente sulla faccenda.
Il profilo dei "baby camerati"
Alle spalle di quei cori si staglia un gruppo eterogeneo, i cui componenti – un promotore finanziario, alcuni ultrà, universitari fuori sede e autoctoni – hanno un'età compresa tra i venti e i venticinque anni. Costoro, che non possono essere definiti figli di papà ma neppure espressione di un proletariato che in una città benestante come Parma appare come un concetto astratto, formano una minoranza rumorosa. Il loro attivismo si manifesta soprattutto in contesti universitari, con posizioni contrarie alle occupazioni, e in parte anche negli stadi, in una curva che mantiene legami con le frange più estreme del tifo organizzato.
Le conseguenze politiche immediate
Le ripercussioni organizzative all'interno del partito non si sono fatte attendere. I responsabili di Gioventù Nazionale, l'organizzazione giovanile di Fratelli d'Italia, hanno già provveduto a destituire il coordinatore della sezione parmigiana, Jacopo Tagliati, annunciando l'imminente nomina di un commissario che gestirà la transizione. Intanto, è stata indetta una nuova manifestazione per il 2 novembre, data che si preannuncia come un ulteriore banco di prova per misurare la temperatura del clima politico nella città emiliana e per verificare l'efficacia delle misure disciplinari intraprese.




