Vittoria di Trump, Implicazioni per la Transizione Energetica
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Redazione Esteri
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Negli ultimi quindici anni, il costo della generazione di energia eolica e solare è crollato, rendendo queste fonti rinnovabili competitive con i costi variabili di produzione di energia da combustibili fossili. Dal punto di vista economico, le utility trovano sempre più conveniente investire in energie rinnovabili. Tuttavia, la recente vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti potrebbe rappresentare una minaccia significativa per il settore dell'energia pulita.
Trump ha chiaramente espresso l'intenzione di porre fine al sostegno economico per le energie rinnovabili, ma potrebbe incontrare ostacoli nel tentativo di smantellare unilateralmente l'Inflation Reduction Act (IRA). Questo atto legislativo, fondamentale per il supporto alle energie pulite, potrebbe rivelarsi più resistente di quanto Trump immagini.
La vittoria di Trump è vista come una minaccia non solo per il clima, ma anche per la diplomazia internazionale. La storia ci insegna che i despoti e i tiranni cercano sempre di incantare gli elettori con promesse di soluzioni semplici e miracolose ai problemi complessi. Questo modus operandi è stato adottato sia dai regimi fascisti che comunisti, e continua ad essere utilizzato dai dittatori contemporanei, da Putin a Kim Jong Un.
Un aspetto paradossale della situazione attuale è che Trump, noto negazionista del cambiamento climatico, si trova in disaccordo persino con i colossi dei combustibili fossili come Exxon Mobil. Darren Woods, amministratore delegato di Exxon Mobil, ha espresso una posizione decisa contro l'idea di ritirare gli Stati Uniti dall'Accordo di Parigi sul clima.




