Salute sessuale, la “Spring Testing Week” accende i riflettori su hiv e ist: a Firenze test anonimi, Roma punta sulle scuole
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Redazione Salute
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C’è un’emergenza silenziosa che riguarda da vicino soprattutto i giovanissimi, e la fotografia scattata dall’Istituto Superiore di Sanità racconta di numeri in netta e preoccupante risalita. Nel 2023, infatti, le segnalazioni di infezioni sessualmente trasmissibili hanno subito un’accelerazione impressionante segnando un +16,1% rispetto al biennio precedente; un dato, questo, che si traduce in incrementi a dir impressionanti per patologie specifiche come la gonorrea (+83,2%), la sifilide primaria e secondaria (+25,5%) e la clamidia (+21,4%). È proprio in questo scenario, dove anche le nuove diagnosi di Hiv tornano a salire, che si inserisce la “Spring Testing Week” (o European Testing Week), la campagna europea in programma fino al 25 maggio 2026 che mobilita associazioni e istituti sanitari con l’obiettivo di invertire la tendenza, puntando tutto sulla diagnosi precoce e sull’abbattimento dello stigma.
Firenze, al via l’iniziativa di Arcigay: test rapidi al CAD “Altre Sponde”
Nel capoluogo toscano la risposta a questa emergenza porta la firma di Arcigay Firenze Altre Sponde, che ha deciso di scendere in campo in prima persona offrendo un servizio concreto alla cittadinanza. Venerdì 22 maggio 2026, dalle ore 17.00, la sede del CAD - Centro Anti Discriminazioni situato in via delle Porte Nuove, 33, si trasformerà in un presidio sanitario temporaneo dove sarà possibile effettuare test Hiv rapidi, indolori, anonimi e del tutto gratuiti. L’associazione, che è parte attiva della rete “Firenze Fast Track City”, non si limita però al singolo appuntamento: l’iniziativa rientra in una strategia più ampia che punta a fornire informazioni affidabili e strumenti di tutela, cercando di raggiungere quelle fasce di popolazione che, per timore o disinformazione, tendono a rimanere fuori dai circuiti tradizionali di prevenzione.
Roma e lo Spallanzani: l’epidemiologa lancia l’allarme pornografia e faringe
Spostandosi sulla capitale, il quadro assume contorni altrettanto definiti grazie all’impegno dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”, da anni in trincea nella lotta alle infezioni. A preoccupare gli esperti è il dato relativo al Lazio, dove circa il 10% delle nuove diagnosi di Ist riguarda giovani con meno di 25 anni; un fenomeno, questo, che non può essere liquidato come una semplice casualità statistica. L’epidemiologa Barbara Suligoi, interpellata in merito ai cambiamenti delle abitudini sessuali, ha offerto una lettura tanto lucida quanto cruda del fenomeno: «La pornografia – ha spiegato – normalizza una visione performativa e rischiosa dei rapporti», sottolineando come sia in crescita tra le giovanissime la diffusione di infezioni come la gonorrea localizzata nella faringe. Parallelamente, l’istituto romano ha attivato il progetto “SIGMA” nelle scuole, coinvolgendo quattro istituti superiori in un programma di educazione tra pari che prova a colmare un vuoto formativo mai così urgente.
Diagnosi precoce, la ricetta dell’Ausl Romagna per fermare il contagio
Se la prevenzione è l’arma più efficace, la diagnosi precoce ne rappresenta il tallone d’Achille: lo sanno bene all’Ausl Romagna, che in occasione di questa settimana europea ha voluto rilanciare un messaggio semplice ma spesso sottovalutato. «Fare il test Hiv – ricordano gli operatori della sanità pubblica – è una buona abitudine per tutte le persone sessualmente attive ed è l’unico modo per sapere con certezza se si è contratta l’infezione». Un’indicazione, questa, che diventa ancora più cruciale se si considera la natura subdola del virus, capace di rimanere asintomatico per lunghi periodi mentre, nell’ombra, continua a trasmettersi. L’azienda sanitaria, proprio per contrastare questo meccanismo perverso, ha diffuso l’elenco dei centri dove è possibile effettuare il test in regime di anonimato e gratuità durante tutto l’arco dell’anno, cercando così di normalizzare un gesto che, troppo spesso, viene rimandato per paura o disinformazione.




