Tittia trionfa al Palio di Siena ma cade dopo il traguardo: tredicesimo successo e ricovero per il fantino del Nicchio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Per forza o per amore, si dice a Siena. La sostanza, però, è che vince quasi sempre lui. Giovanni Atzeni, in arte Tittia, ha conquistato il Palio dell'Assunta per la Contrada del Nicchio, arrivando a quota tredici trionfi in Piazza del Campo e affermandosi come il padrone incontrastato del tufo senese.

Una vittoria, quella del 18 agosto, che per la Contrada assume un sapore particolare, dato che l'ultima affermazione risaliva al lontano 1998, quando a trionfare fu Dario Colagè, detto Il Bufera, in sella a Re Artù; e per il fantino rappresenta il secondo successo del 2026, dopo quello ottenuto a luglio con l'Aquila, risultato che gli consente di eguagliare il leggendario Trecciolino nel numero di vittorie, portandosi a un solo successo dal record di Andrea Degortes, detto Aceto, fermo a quattordici.

Una carriera vinta nonostante la mossa sfavorevole

La vittoria di Atzeni, giunta al culmine di una giornata segnata da due rinvii per la pioggia e da una fase di partenza particolarmente complessa durata oltre un'ora, ha dell'incredibile. Il fantino ha trionfato nonostante l'allineamento alla mossa, il posizionamento tra i canapi, fosse per lui oltremodo sfavorevole; opposto al suo cavallo Diodoro, detto il "cavallone" e affidato alla Lupa, Tittia si è trovato a partire dallo svantaggio di dover sgomitare dall'ultima posizione, ma al via è scattato subito in testa, mantenendo poi un vantaggio che non ha più ceduto fino al traguardo.

Una prova di forza e strategia che conferma la sua abilità nel saper leggere le dinamiche della corsa, un aspetto che lo stesso Atzeni ha più volte sottolineato in passato, quando ha spiegato che, oltre alla potenza del cavallo, è la fitta rete di relazioni e il rispetto reciproco tra i fantini al momento del canapo a fare spesso la differenza.

L'incidente dopo la vittoria e la solidarietà di Mannelli

La festa per il trionfo del Nicchio, però, è stata bruscamente interrotta da un episodio che ha gettato nello sconcerto la piazza. Subito dopo il passaggio sotto il bandierino, nel caos dei festeggiamenti, la pista si è riempita di contradaioli in estasi per il successo che mancava da ventotto anni. Ed è proprio in quel momento che il cavallo Anda e Bola e il suo fantino sono entrati in contatto con alcune persone presenti sul tufo.

La caduta è stata rovinosa: Tittia è stato sbalzato in avanti ed è rimasto a terra immobile, colpendo violentemente la testa, mentre il cavallo si è subito rialzato senza riportare, secondo le prime verifiche dei veterinari, conseguenze fisiche.

La corsa in ospedale è stata immediata: il fantino, arrivato cosciente al pronto soccorso del policlinico Santa Maria alle Scotte, è stato trattenuto in osservazione per un trauma cranico e, secondo quanto riferito, ha trascorso una notte tranquilla in reparto, con i sanitari che hanno disposto il prolungamento del ricovero per ulteriori accertamenti di routine.

In seguito all'incidente, Giorgio Mannelli, presidente del Comitato organizzatore della Festa di San Michele e del Palio dei Ciuchi di Carmignano, ha espresso solidarietà al fantino, alla Contrada del Nicchio e agli organizzatori della manifestazione senese, lanciando anche un appello per richiamare l'attenzione sulla tutela di queste tradizioni.

La rivincita del veterinario Giuseppe Incastrone

Un'altra grande storia umana si intreccia con questo Palio, quella di Giuseppe Incastrone, veterinario di stalla del Nicchio che ha coronato con la vittoria un percorso personale iniziato dopo l'addio alla Tartuca, la Contrada nella quale aveva lavorato per ben trentadue anni. Il trionfo del Nicchio rappresenta per Incastrone molto più di un semplice Palio vinto: è la chiusura di un cerchio e la conclusione di un percorso professionale che lo ha visto protagonista in Piazza del Campo per decenni.

Il professionista, che quest'anno ha debuttato proprio come veterinario del Nicchio, ha raccontato a cuore aperto l'emozione di tornare a vivere il Palio dall'interno di una stalla di Contrada e di farlo trionfare. Qualche giorno prima della corsa, Incastrone era stato anche vittima di un episodio spiacevole, quando alcuni video fake creati con l'intelligenza artificiale lo ritraevano mentre promuoveva presunte creme miracolose per cavalli, un tentativo di truffa che lo aveva spinto a dare mandato al suo legale per sporgere denuncia.

Al di là della striscia d'arrivo, il Palio dell'Assunta lascia quindi l'immagine di un trionfo agrodolce: da un lato l'esplosione di gioia per la Contrada del Nicchio e la conferma della grandezza di Tittia, ormai proiettato verso il primato storico; dall'altro l'angoscia per la caduta e la preoccupazione per le condizioni di salute del fantino, che resterà sotto osservazione ancora per qualche giorno.

Un finale che inevitabilmente riporta l'attenzione sulla sicurezza di quei concitati momenti immediatamente successivi al traguardo, quando l'euforia per la vittoria si mescola al rischio di incidenti. Il Nicchio può festeggiare, ma lo fa con la consapevolezza che la gioia più grande, quella di abbracciare il proprio fantino, dovrà attendere ancora qualche giorno.

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