Tannico multata dall'Antitrust per offerte ingannevoli sui vini
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Redazione Economia
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L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inflitto una sanzione da 150mila euro a Tannico s.r.l., che gestisce il principale e-commerce italiano di vini e alcolici, per aver adottato una pratica commerciale scorretta. La multa, che segue un'istruttoria approfondita, è stata irrogata a causa di comunicazioni ingannevoli diffuse attraverso il sito internet e l'applicazione mobile dell'azienda, le quali hanno indotto in errore i consumatori riguardo all'effettiva convenienza di numerosi prodotti.
Il cuore della contestazione
Nel dettaglio, l'Antitrust ha accertato che Tannico pubblicizzava come promozionali i prezzi di molte bevande alcoliche, sebbene questi fossero in realtà maggiori o, in alcuni casi, uguali a quello applicato nel corso dei trenta giorni precedenti l'inizio della presunta offerta. Una condotta, questa, che viola palesemente le disposizioni dell'articolo 17-bis del Codice del consumo, le quali – è bene ricordarlo – stabiliscono che un prezzo possa definirsi davvero promozionale soltanto quando risulta inferiore al listino minimo praticato nel mese prima della campagna pubblicitaria.
Le modifiche durante l'istruttoria
Proprio nel mezzo dell'indagine dell'Agcm, precisamente a metà luglio 2025, la società ha provveduto a modificare le proprie piattaforme digitali, mettendo così fine alla condotta illecita. Questi interventi correttivi, seppur tempestivi, non hanno tuttavia evitato l'irrogazione della sanzione pecuniaria, considerata necessaria per il carattere ingannevole che la pratica ha avuto per un lasso di tempo significativo, influenzando le scelte d'acquisto di una parte dei suoi clienti.
Una garanzia per il mercato
La normativa violata, che qualcuno considera un tecnicismo, rappresenta in verità un pilastro fondamentale per la trasparenza e la correttezza dei rapporti commerciali, poiché offre agli acquirenti uno strumento concreto per valutare la reale opportunità di un acquisto. L'azione dell'Autorità, di conseguenza, si inserisce in quel solco di tutela che mira a preservare la leale competizione tra le imprese e, al contempo, a proteggere la fiducia di chi compra, la quale non dovrebbe mai essere delusa da annunci fuorvianti.




