Ipertensione, un killer silenzioso: metà degli italiani ne soffre ma uno su tre non lo sa
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Redazione Salute
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In Italia, la metà degli uomini e il 39% delle donne convive con l’ipertensione arteriosa, una condizione che – se non controllata – può portare a conseguenze gravissime, dall’infarto all’ictus, fino all’insufficienza renale. Eppure, nonostante i numeri allarmanti, ben un terzo delle persone ignora di avere la pressione alta, come emerge dai dati diffusi dall’Istituto superiore di sanità in occasione della Giornata mondiale dell’ipertensione, che si celebra il 17 maggio.
Si tratta di una patologia subdola, che spesso non dà sintomi evidenti finché non è troppo tardi, danneggiando irrimediabilmente cuore, cervello o reni. A livello globale, colpisce un adulto su tre, confermandosi come una delle principali cause di morte prematura e disabilità. Non a caso, medici e istituzioni ribadiscono l’importanza di controlli periodici, unico strumento per intercettare il problema prima che diventi irreparabile.
Se tutti gli italiani si misurassero regolarmente la pressione, scoprirebbero che il 31% rientra già nella categoria degli ipertesi, mentre un ulteriore 17% si trova in una zona “borderline”, a un passo dal superare i valori di guardia. In altre parole, quasi la metà della popolazione adulta dovrebbe monitorare con attenzione i propri parametri per evitare di finire nel mirino di malattie cardiovascolari letali.
Proprio per sensibilizzare i cittadini, diverse città italiane – da Verona a Cremona – hanno organizzato iniziative gratuite in occasione della Giornata mondiale. A Verona, dove si stima che tre abitanti su dieci abbiano la pressione alta (altrettanti senza saperlo), l’accento è stato posto sulla prevenzione, mentre a Cremona e Casalmaggiore l’Asst ha allestito postazioni in piazza per misurazioni e colloqui con medici.




