Le Zebre resistono a Montpellier, ma il crollo finale li priva della storica impresa
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Redazione Sport
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Dopo la prova di carattere offerta contro il Montauban, le Zebre Parma hanno affrontato una sfida di ben altro spessore nella seconda giornata di Challenge Cup, misurandosi con il Montpellier Hérault Rugby sul difficile campo del GGL Stadium. Nonostante un XV ampiamente rimaneggiato, come preannunciato dallo staff avversario che ha operato undici cambi, la squadra di Massimo Brunello ha dimostrato fin dal primo minuto di non essere volata in Francia per una mera esercitazione. L'avvio, anzi, è stato brillante e concreto: dopo appena tre minuti di gioco, l'incursione di Ruggeri ha infatti lacerato la difesa francese, portando immediatezza e slancio in una mischia già densa di significato.
L'ora d'oro degli italiani e le occasioni sprecate
Quella spinta iniziale ha costituito il fondamento di una prestazione che, per un'ora intera, ha tenuto in scacco una delle compagini più blasonate del Top 14, la quale, seppur con molte riserve in campo, poteva contare su elementi di grande esperienza internazionale. Gli uomini di Brunello, i quali hanno mantenuto un'aggressività disciplinata e una notevole compattezza difensiva, sono riusciti a rimanere aggrappati al match punto dopo punto, gestendo le fasi delicate con una maturità spesso latitante in trasferta. Ciò nonostante, proprio in quei momenti di supremazia territoriale e possessionale, sono emerse le occasioni più nitide per scardinare il risultato, alcune delle quali sfumate a pochi metri dalla linea di meta avversaria, in quelle azioni che, se concretizzate, avrebbero potuto ribaltare completamente il peso psicologico dell'incontro.
Il repentino cedimento nel finale di gara
La tenuta atletica e mentale, però, ha iniziato a mostrare le prime crepe con l'avanzare del secondo tempo, quando la profondità del roster francese ha finito per imporsi. È in quella frazione decisiva di gioco, tra il sessantesimo e il settantesimo minuto, che il match ha trovato la sua svolta irrevocabile: il Montpellier, approfittando forse di un calo fisiologico degli italiani, ha imbastito una serie poderosissima di azioni, marcando tre mete in poco più di dieci minuti e trasformando così quello che era un confronto serrato in un risultato apparentemente largo. Quel tracollo improvviso, seppur limitato temporalmente, ha vanificato il grande lavoro accumulato precedentemente, consegnando alle Zebre una sconfitta per 31-7 che lascia sul campo diversi rimpianti, ma anche la consapevolezza di aver lottato alla pari con un gigante del rugby europeo.
Le considerazioni dopo la trasferta francese
La partita, dunque, si è conclusa con un punteggio che rispecchia solo in parte l'andamento effettivo della sfida, almeno per i primi tre quarti dell'incontro. L'analisi tecnica non può prescindere dalla constatazione di un crollo fisico e tattico nella fase finale, un elemento sul quale lo staff tecnico dovrà necessariamente lavorare per competere a questi livelli. Tuttavia, lo slancio e l'organizzazione dimostrati per lunghi tratti contro una squadra come il Montpellier, la quale ha schierato anche un azzurrino e un centurione scozzese nella sua formazione, costituiscono un bagaglio prezioso per la continuazione del percorso in Challenge Cup, dimostrando come il gap possa essere colmato attraverso una preparazione meticolosa e una fede incrollabile nel proprio sistema di gioco.




