Genoa-Sassuolo 2-1, i tre punti valgono la salvezza ma nel tunnel scoppia la rissa tra Berardi ed Ellertsson

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nel pomeriggio di una domenica che sapeva già di spareggio, lo stadio Luigi Ferraris ha trattenuto il fiato fino all’ultimo minuto di recupero. Il Genoa di Daniele De Rossi, costruito per soffrire ma anche per colpire al momento giusto, ha piegato il Sassuolo con un 2-1 che sa di liberazione: i rossoblù, ora, vedono la salvezza come un traguardo non più virtuale. La partita, vibrante e nervosa, è stata decisa da una zampata di Ekuban nei minuti finali, proprio quando gli ospiti sembravano avere trovato la forza per strappare un pareggio prezioso. L’attaccante ghaneese, subentrato nella ripresa, ha raccolto al volo un suggerimento dalla trequarti, bucando il portiere neroverde con un sinistro secco che ha fatto esplodere la gradinata. Prima di quel momento, il Sassuolo aveva tenuto testa agli avversari, reagendo al vantaggio iniziale dei padroni di casa con un’azione corale che aveva rimesso tutto in discussione. Eppure, a fare da contraltare alla gioia ligure, resta l’immagine di un tunnel trasformato in ring.

Rissa nell’intervallo, due rossi che non c’entrano il risultato

Quando l’arbitro Rapuano ha mandato le squadre negli spogliatoi sul parziale di 1-0, nessuno poteva immaginare che il vero scontro sarebbe avvenuto lontano dalla telecamere di campo. Nel tunnel che collega il terreno di gioco agli spogliatoi, la tensione accumulata nei 45 minuti precedenti è esplosa con violenza. Domenico Berardi, bandiera e capitano del Sassuolo, si è reso protagonista di una lite furiosa con i giocatori del Genoa; in particolare, secondo quanto ricostruito, avrebbe afferrato per il collo Vitinha, portoghese in forza ai rossoblù. Dall’altra parte, Ellertsson – attaccante islandese del Genoa – ha reagito o comunque preso parte alla rissa, tanto che il direttore di gara, ascoltati i collaboratori e i guardalinee, ha deciso per una doppia espulsione: un rosso diretto per entrambi. Nessun provvedimento, invece, per Vitinha, che – a detta del difensore rossoblù Ostigard, intervistato da Dazn nel post-partita – “non ha fatto niente”.

Il video dei tifosi e il rischio per Grosso in vista della Fiorentina

A gettare luce su quanto accaduto – e a complicare ulteriormente la posizione dei due calciatori espulsi – ci ha pensato un video girato da un tifoso presente sugli spalti, poi rapidamente diffuso. Le immagini mostrano una concitazione fuori controllo: corpi che si spingono, urla, gesti inequivocabili. Non si vedono pugni sferrati, ma la tensione fisica è tale da non lasciare dubbi sulla natura della rissa. Per Berardi, il conto è salatissimo: l’attaccante, già fermo per infortunio in passato, rischia di saltare la delicatissima trasferta del Franchi contro la Fiorentina, in programma domenica 26 aprile. Una partita che l’allenatore del Sassuolo, Fabio Grosso, potrebbe dover affrontare senza il suo bomber e capitano, proprio contro la squadra che l’ha lanciato (e che ora è guidata da Vanoli). La definizione di “follia” – già comparsa sui tabloid sportivi – sembra calzare a pennello per un gesto che, al netto delle provocazioni, costa caro alla propria squadra.

Ostigard racconta: “Berardi ha preso per il collo Vitinha, poi caos”

La versione più dettagliata, per ora, arriva dallo spogliatoio genoano. Il difensore norvegese Ostigard, uno dei pochi a parlare a microfoni accesi, ha descritto la sequenza con parole misurate ma inequivocabili: “C’è stato un po’ di caos nell’intervallo. Berardi ha preso per il collo Vitinha, che però non ha fatto niente. Poi hanno espulso Ellertsson”. Il meccanismo disciplinare, in questi casi, premia la ricostruzione degli assistenti e del quarto uomo: Rapuano non ha visto di persona la rissa, ma ha raccolto testimonianze ritenute concordi. Il Genoa, dal canto suo, perde Ellertsson per la prossima gara – una defezione pesante ma gestibile – mentre il Sassuolo rischia di dover fare a meno del suo uomo simbolo nel momento più delicato della stagione. La rissa, insomma, ha consegnato alla cronaca un episodio che parla più di nervi scoperti che di cattiveria sportiva, ma le cui conseguenze giudiziarie (in termini di squalifiche) si vedranno solo nei prossimi giorni, quando il giudice sportivo leggerà il referto e, eventualmente, le immagini.

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