Richiamo di massa per airbag difettosi: Citroën chiama in officina 600mila auto
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Redazione Economia
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La problematica degli airbag difettosi della giapponese Takata, potenzialmente più dannosi che utili, ha spinto la Citroën a richiamare 600mila auto, tra C3 e Ds3, vendute tra il 2009 e il 2019. Di queste, una su quattro si trova in Italia.
Il ruolo di Konsumer
Konsumer, un'associazione di consumatori, si rivolge ai proprietari delle auto interessate dal richiamo. "Chi è interessato dal fermo dell’auto può rivolgersi agli sportelli della nostra associazione, che a Parma sono in borgo Giacomo Tommasini 20", dichiara l'avvocato Giovanni Franchi, presidente regionale di Konsumer.
Lo scandalo Takata
L’ultimo della lunga serie di richiami legati allo scandalo degli airbag Takata risale al 17 maggio 2024 con circa 600mila auto richiamate. I numeri di Tokyo parlano di 100 milioni di auto che monterebbero i dispositivi prodotti dalla casa giapponese dai primi Anni 2000 fino al suo fallimento nel 2017. A causa di un difetto di fabbricazione, gli airbag sono in grado di esplodere violentemente senza preavviso.
La situazione in Italia
Diverse case automobilistiche, in Italia come nel resto del mondo, hanno avviato una campagna di richiamo di alcuni modelli di automobili in virtù dell’installazione di airbag potenzialmente pericolosi. Gli airbag sono stati prodotti dalla Takata, società ormai fallita nel 2017, lasciando debiti ingenti e moltissimi dipendenti senza lavoro. La notizia giunge tardi in Italia se si tiene conto che in Usa lo scandalo Takata è scoppiato da molto tempo e proprio le inchieste, molteplici, avviate da la Nhtsa, ente americano per la sicurezza dei trasporti, hanno determinato il default della società.




