Infante-Rai, Rossi contro l’ex volto: “Ore 11 fa un po’ ridere”. E su Sciarelli e Sanremo svela le carte

Infante-Rai, Rossi contro l’ex volto: “Ore 11 fa un po’ ridere”. E su Sciarelli e Sanremo svela le carte
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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Le ultime settimane, segnate dal passaggio di Milo Infante da Viale Mazzini a Mediaset, continuano a generare scie di polemiche e dichiarazioni che non passano inosservate. A riaccendere i riflettori sulla vicenda ci ha pensato l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, il quale, in un intervento all’Adnkronos, non ha usato mezzi termini per commentare l’addio del conduttore e le frecciate che ne sono seguite. “Milo Infante? Non si dovrebbe parlare male di un’azienda che ti ha tutelato. fa un po’ ridere che 'Ore 14' diventi 'Ore 11', ma fa parte delle sfide”, ha dichiarato Rossi, rispondendo così alle recenti stoccate dell’ex volto del mezzogiorno Rai.

Il riferimento alla programmazione è fin troppo chiaro: Infante, da quest’anno, guiderà la fascia dell’ora undici sul competitor, lasciando lo storico appuntamento pomeridiano del servizio pubblico. Un cambio di rotta che Rossi ha voluto ridimensionare con una punta di ironia, pur sottolineando l’amarezza per i toni utilizzati dall’ex dipendente dopo l’addio.

La gestione delle risorse umane e la riconoscenza verso l’azienda, secondo il numero uno della Rai, dovrebbero essere valori imprescindibili, anche quando si cambia casacca. L’intervista, tuttavia, non si è limitata alla querelle con Infante, ma ha toccato nodi cruciali per il futuro della televisione pubblica, a partire dal destino di programmi storici come "Chi l’ha visto?" e dal toto-nomi per il Festival di Sanremo.

Il futuro di "Chi l’ha visto?" e l'addio di Sciarelli

Un altro tema caldo, che tiene banco negli studi Rai, riguarda la successione alla guida di "Chi l’ha visto?" dopo l’addio annunciato di Federica Sciarelli. Alla domanda su chi condurrà il programma nella prossima stagione, Rossi ha risposto con una battuta che lascia intendere la complessità del momento: “Per ora è più facile sapere se arriveranno gli Oasis”, ha scherzato, prima di precisare che “le strutture editoriali stanno valutando tutte le opzioni possibili”.

L’uscita di Sciarelli, definita dallo stesso ad come “un addio ovviamente doloroso”, non interromperà tuttavia il legame professionale con l’azienda. Rossi ha infatti tenuto a precisare che “il nostro auspicio è la continuazione di un rapporto di collaborazione editoriale su altri progetti”. Una dichiarazione che apre scenari interessanti per il futuro della giornalista, pur lasciando in sospeso il nome del suo erede al timone del celebre programma di approfondimento e inchieste sociali.

La sfida degli ascolti e il duello con Mediaset

Rossi ha poi allargato il discorso al confronto serale tra i due colossi televisivi, rivendicando una strategia precisa da parte della Rai per quanto riguarda i palinsesti serali. “La Rai anticipa già le prime serate rispetto a Mediaset. Noi iniziamo alle 21.40, loro alle 21.50 se non alle 22”, ha spiegato, evidenziando un vantaggio temporale che, nella logica degli ascolti, potrebbe rivelarsi determinante.

Un posizionamento che la Rai intende mantenere e rafforzare, consapevole che il minutaggio iniziale è spesso cruciale per catturare l’attenzione del pubblico e dettare il passo della serata televisiva.

Amadeus, ritorno in Rai e le attese per Sanremo 2027

Sul fronte del possibile rientro in azienda di Amadeus, uno dei volti più amati e discussi del recente passato, l’ad è stato chiaro e ha spalancato le porte. “La Rai non pone veti, è un'azienda che per sua definizione è libera, aperta, ovviamente anche ai ritorni, non solo agli acquisti ex novo. Amadeus è un grandissimo professionista che è legato a un pezzo di storia della Rai, ma il tema non sono i talent, il tema sono i progetti editoriali”, ha affermato Rossi, spostando l’attenzione dal nome alla sostanza del prodotto televisivo.

Un messaggio che suona come un invito a valutare il futuro su basi artistiche e organizzative piuttosto che personali.

Infine, lo sguardo è proiettato verso il 2027 e l’edizione del Festival di Sanremo che sarà affidata a Stefano De Martino. Rossi ha espresso piena fiducia nel conduttore: “Da Stefano De Martino ci aspettiamo un Sanremo straordinario”. Quanto all’ultima edizione condotta da Carlo Conti, l’ad ha riconosciuto il lavoro svolto, pur con la solita cautela di chi sa che il Festival è una macchina complessa e sempre perfettibile. “Si può fare sempre meglio, soprattutto a Sanremo. Noi abbiamo ereditato una situazione che non era semplicissima, con l'addio di Amadeus. carlo Conti è un grandissimo professionista e ha ottenuto dei risultati che sono stati non solo ottimi quest'anno, ma ha anche ottenuto il record lo scorso anno”, ha concluso, sottolineando come questi successi abbiano proiettato il Festival “ad essere forse il più grande network televisivo a livello internazionale, forse il più grande in Europa”.

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