Chi l’ha visto?, dopo 22 anni Federica Sciarelli lascia. La Rai pensa a Stefano Coletta
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Si avvia verso la conclusione un’epoca storica per la televisione italiana, quella che ha visto Federica Sciarelli sedere per oltre due decenni al tavolo di “Chi l’ha visto?”. La notizia, nell’aria da tempo e alimentata dalle stesse dichiarazioni della giornalista negli ultimi anni, ha trovato una conferma ufficiosa nei movimenti dei vertici di Viale Mazzini.
Il contratto di Sciarelli, in scadenza alla fine di luglio, non sarà rinnovato per la conduzione del programma di Rai 3, e la macchina del servizio pubblico si è già messa in moto per individuare il successore, aprendo di fatto il “toto-conduttore” più seguito di questa stagione televisiva.
Addio a un volto simbolo della Rai
Sono ventidue anni, quelli passati da Federica Sciarelli alla guida del programma dedicato alla ricerca delle persone scomparse e ai cold case, a definire un’eredità difficile da raccogliere. Arrivata nel 2004, la giornalista ha impresso un marchio indelebile al format, trasformandolo in un punto di riferimento non solo per il pubblico adulto ma anche per le nuove generazioni, come dimostrano i dati di ascolto che registrano un seguito trasversale per fasce d’età.
La Rai, attraverso una nota ufficiale, ha confermato che sono in corso valutazioni congiunte sul futuro professionale della conduttrice, la quale, a quanto pare, non avrebbe ancora firmato alcun nuovo accordo, restando disponibile solo per eventuali appuntamenti speciali legati a casi di rilevante attualità.
La suggestione del nome clamoroso: Stefano Coletta
Tra i tanti nomi circolati nelle ultime ore, dalle inviate del tg alle conduttrici di altre reti, uno in particolare ha preso il sopravvento nelle indiscrezioni, sorprendendo addetti ai lavori e pubblico. Si tratta di Stefano Coletta, attuale direttore della Direzione Coordinamento Generi della Rai, un dirigente di lungo corso che ha già ricoperto i ruoli di direttore di Rai 1 e di Rai 3.
L’ipotesi, lanciata da alcune testate e ripresa dall’agenzia Adnkronos come pista quasi definitiva, sarebbe quella di una scelta interna voluta per garantire una continuità editoriale piuttosto che una rottura con il passato. Coletta, che non è un volto noto al grande pubblico televisivo, ha però un legame profondo con il programma: fu proprio lui, nel lontano 2008, a seguire da responsabile del nucleo produttivo l’innovazione di “Chi l’ha visto?”, curandone l’evoluzione editoriale.
Il peso dell’eredità e le alternative sul tavolo
La scelta di un manager con una carriera quasi interamente dietro le quinte per succedere a una conduttrice dal carisma come Sciarelli rappresenta una scommessa che la Rai sembra intenzionata a giocare. Secondo le ricostruzioni, a Coletta sarebbe stata fatta un’offerta che lo alletta ma che lo rende anche titubante, consapevole del cambiamento di prospettiva che comporterebbe passare dalla scrivania alle telecamere di uno dei programmi più sentiti del servizio pubblico.
In caso di rifiuto, Viale Mazzini avrebbe comunque pronte delle alternative, tra cui i nomi di Giorgia Cardinaletti, Eleonora Daniele (che sarebbe però restia a lasciare la prima rete), e le più defilate ipotesi di Francesca Fagnani o Pino Rinaldi, quest’ultimo autore di un lapsus in diretta su La7 che ha alimentato le voci su un suo possibile ritorno.
Il futuro del format
Al di là del nome del nuovo conduttore, la partita sul futuro di “Chi l’ha visto?” non si gioca solo sulla poltrona di conduzione. Il programma, nato nel 1989 dalla visione di Angelo Guglielmi, rappresenta un unicum nel panorama televisivo per la sua funzione sociale, e il cambio di timone potrebbe aprire a una riflessione più ampia sul format stesso.
La presentazione dei palinsesti Rai, prevista per il 3 luglio ad Ancona, sarà il banco di prova per capire quale direzione prenderà la storica trasmissione, che nell’ultima stagione ha raccolto una media di 1,4 milioni di spettatori, con un picco del 9,1% di share e un’incidenza del 12% sul pubblico femminile. La scelta, insomma, non riguarda solo un volto, ma il futuro stesso di un programma che da quasi quarant’anni è uno degli archivi più preziosi della memoria collettiva del paese.




