Il superman di James Gunn è un eroe fragile, lontano dall'epica di Snyder

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il Superman (2025) di James Gunn, da pochi giorni nelle sale, non è solo il primo mattone del nuovo universo cinematografico DC sotto la sua guida, ma anche una radicale riscrittura del mito dell’Uomo d’Acciaio. Abbandonata l’aura ieratica e tormentata che lo caratterizzava nelle pellicole di Zack Snyder, il personaggio riemerge con una vulnerabilità inedita, più umana che divina. Un approccio che, se da un lato ha scatenato polemiche tra i puristi, dall’altro ha restituito al protagonista una dimensione terrena, fatta di dubbi e imperfezioni.

Non è un caso che David Corenswet, interprete della nuova versione, abbia confessato di essere stato soprannominato "Superman" già anni prima del casting. Quasi una premonizione per un attore chiamato a incarnare un Clark Kent diverso: non più l’alieno idealizzato, ma un uomo che, pur dotato di poteri straordinari, sbaglia e si interroga. Il film, del resto, evita deliberatamente i toni epici per abbracciare un realismo politico e quasi intimista, come dimostra la scelta di inserire riferimenti alla presidenza Reagan, legati alle origini del personaggio.

Tra gli elementi che hanno alimentato il dibattito c’è l’identità del villain, Ultraman, rivelata prima del previsto a causa delle fughe di notizie sui social. X, Reddit e TikTok sono stati invasi da spoiler, nonostante gli sforzi per contenerli. La trama, però, non ruota solo attorno allo scontro con l’antagonista: Gunn ha costruito una narrazione antologica, dove l’horror queer e il dramma genetico si intrecciano a una rilettura in chiave contemporanea del mito originario.

Il Superman di Donner e Reeve, così come quello successivo di Cavill, appartengono al passato. Quello di Corenswet, pur mantenendo il legame con Kansas e Krypton, è un eroe che riflette le incertezze del presente. Senza cadere nella retorica del "supereroe sbertucciato", Gunn ha scelto di mostrare un personaggio in evoluzione, lontano dall’icona immacolata. Un rischio calcolato, che sembra aver convinto critica e pubblico, anche se il vero banco di prova sarà la costruzione del nuovo DC Universe.

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