Pfizer Catania, 330 esuberi: due giorni di trattativa in Confindustria con sit-in dei lavoratori
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Redazione Economia
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Due giornate consecutive di confronto sulla procedura di licenziamento che coinvolge 330 lavoratori dello stabilimento Pfizer di Catania. Le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, Ugl Chimici e Fialc Cisal sono state convocate dall’azienda per lunedì 13 e martedì 14 ottobre nella sede di Confindustria Catania, in viale Vittorio Veneto 109. In contemporanea con la trattativa sono stati organizzati due presidi davanti all’associazione degli industriali: il primo dalle 9 alle 20, il secondo dalle 11 alle 22.
Le richieste sul tavolo del negoziato
Al centro degli incontri ci sarà la gestione della procedura e, soprattutto, la ricerca di soluzioni concrete per ridurre l’impatto occupazionale della vertenza. Sul tavolo potrebbero entrare diverse ipotesi: accompagnamenti alla pensione per i lavoratori che ne possiedono i requisiti, incentivi all’esodo volontario, eventuali trasferimenti e altre misure da definire nel corso della trattativa. Il confronto, secondo quanto rendono noto i sindacati, si annuncia complesso e non destinato a esaurirsi nelle due giornate di ottobre.
L’esito negativo dell’incontro al Mimit
La convocazione in Confindustria giunge dopo che l’incontro svoltosi il 6 ottobre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy si è concluso con un esito negativo. La multinazionale farmaceutica ha confermato la chiusura definitiva del reparto penicilline e l’avvio dei licenziamenti collettivi per circa 330 lavoratori su un organico di 550 dipendenti, al termine della procedura prevista a dicembre dalla Legge 234/2021.
L’azienda ha inoltre escluso nuovi investimenti di sviluppo per riassorbire il personale, limitando gli interventi alla sola manutenzione e digitalizzazione della linea sterile.
La posizione dei sindacati e del ministero
«Abbiamo apprezzato la contrarietà del Mimit che ha rifiutato la gestione passiva degli esuberi e ha chiesto di estendere la procedura a 12 mesi per cercare soluzioni industriali alternative, mettendo a disposizione gli strumenti di sostegno statale e pretendendo massima trasparenza sulle trattative di vendita e sull’advisor incaricato», hanno scritto in una nota le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. «Respingiamo il piano aziendale, chiedendo il ritiro dei licenziamenti e un vero piano di rilancio per il sito», hanno aggiunto le tre organizzazioni sindacali.
Il ministero ha riferito di aver contattato circa 70 aziende, senza che finora siano emerse manifestazioni di interesse per il sito etneo.
Gli appuntamenti istituzionali in calendario
Il confronto tra azienda e sindacati prosegue dunque su un doppio binario, con la trattativa in Confindustria e la mobilitazione dei lavoratori davanti alla sede. Un ulteriore approfondimento sul futuro dello stabilimento è previsto per il 23 ottobre a Catania, con la visita del ministro Adolfo Urso e l’incontro con i vertici della società biofarmaceutica. Un nuovo tavolo presso il Mimit è stato invece programmato per il 10 novembre.
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