Pfizer Catania, sindacati: confermati 330 esuberi. Serve il ritiro dei licenziamenti e un piano di rilancio

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'esito del tavolo sulla vertenza Pfizer di Catania, tenutosi ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è stato giudicato negativo dalle segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. La multinazionale farmaceutica ha confermato la chiusura definitiva del reparto penicilline e l'avvio dei licenziamenti collettivi per circa 330 lavoratori su un organico complessivo di 550 dipendenti. I tagli scatteranno al termine della procedura prevista dalla Legge 234/2021, in scadenza a dicembre.

Nessun piano di sviluppo per riassorbire il personale

Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, l'azienda ha escluso nuovi investimenti di sviluppo finalizzati al riassorbimento del personale in esubero. Gli interventi annunciati sarebbero limitati alla sola manutenzione ordinaria, agli adeguamenti tecnologici e ambientali e alla digitalizzazione della linea sterile. Si tratterebbe, secondo la Filctem Cgil, di risorse destinate a gestire il ridimensionamento piuttosto che a mantenere e rilanciare le attività produttive del sito etneo.

La posizione del Mimit e la richiesta di trasparenza

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha chiesto a Pfizer di estendere la procedura a 12 mesi per cercare soluzioni industriali alternative, mettendo a disposizione gli strumenti di sostegno statale. Il dicastero ha inoltre preteso massima trasparenza sulle trattative di vendita e sull'advisor incaricato della ricerca di possibili acquirenti. Secondo quanto emerso, sarebbero state contattate circa 70 aziende senza che finora siano pervenute manifestazioni di interesse. I sindacati hanno apprezzato la contrarietà del Mimit a una gestione passiva degli esuberi.

La richiesta unitaria delle sigle sindacali

Le tre organizzazioni sindacali hanno respinto il piano aziendale e chiesto il ritiro dei licenziamenti e un vero piano di rilancio per lo stabilimento. «Respingiamo il piano aziendale, chiedendo il ritiro dei licenziamenti e un vero piano di rilancio per il sito. Nei prossimi giorni si terranno le assemblee dei lavoratori per decidere il pacchetto di mobilitazioni e mettendo in campo tutte le iniziative utili a contrastare queste scelte», hanno dichiarato le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil.

I prossimi appuntamenti istituzionali

Un ulteriore approfondimento sul futuro dello stabilimento è previsto per il 23 ottobre a Catania, con la visita del ministro Adolfo Urso e l'incontro con i vertici della società biofarmaceutica. Un nuovo tavolo al Mimit è stato programmato per il 10 novembre. Nel frattempo, nei prossimi giorni sono previste le assemblee dei lavoratori per definire le iniziative di mobilitazione.

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