Pfizer Catania, confermati 330 licenziamenti: scontro al Mimit
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Redazione Economia
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Pfizer ha confermato la chiusura definitiva del reparto penicilline dello stabilimento di Catania e il licenziamento collettivo di circa 330 lavoratori su un organico complessivo di 550 dipendenti. La decisione è stata ribadita durante l'incontro del 6 ottobre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), concluso senza un accordo con le organizzazioni sindacali. Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno giudicato negativo l'esito del confronto, respingendo il piano aziendale e chiedendo il ritiro dei tagli occupazionali.
Nessun nuovo investimento per salvare i posti di lavoro
La multinazionale farmaceutica ha escluso nuovi investimenti industriali destinati a riassorbire il personale coinvolto nella riorganizzazione. Gli interventi prospettati riguardano esclusivamente la manutenzione degli impianti e la digitalizzazione della linea sterile, senza prevedere nuove produzioni capaci di garantire un impiego alternativo ai dipendenti in esubero. Per le rappresentanze dei lavoratori, queste misure non costituiscono un progetto di sviluppo industriale e non offrono garanzie sufficienti sulla continuità produttiva dello stabilimento etneo.
La procedura prevista dalla legge 234/2021 dovrebbe concludersi a dicembre, termine indicato per l'attuazione dei licenziamenti annunciati. La riduzione del personale coinvolgerebbe circa il 60% degli attuali occupati, modificando profondamente la dimensione produttiva del sito. Le organizzazioni sindacali chiedono invece un piano che individui nuove attività industriali, salvaguardi l'occupazione e permetta di utilizzare le competenze professionali presenti nella fabbrica, evitando che la riorganizzazione si traduca esclusivamente in una drastica contrazione della forza lavoro.
Il ministero chiede più tempo e trasparenza sulla vendita
Durante il tavolo ministeriale, il Mimit ha espresso contrarietà alla gestione degli esuberi proposta dall'azienda, chiedendo di estendere la procedura a 12 mesi per consentire la ricerca di soluzioni industriali alternative. Il dicastero ha messo a disposizione gli strumenti di sostegno statale e sollecitato la massima trasparenza sulle trattative per un'eventuale cessione dello stabilimento. Particolare attenzione è stata riservata all'attività dell'advisor incaricato di individuare potenziali acquirenti, del quale il ministero ha chiesto di esaminare la documentazione relativa ai contatti avviati.
Le segreterie territoriali delle organizzazioni dei lavoratori hanno inoltre contestato la ricostruzione ministeriale degli investimenti aziendali. Secondo una nota diffusa dalla Cgil di Catania, le somme indicate dalla società rappresentano risorse destinate al mantenimento degli impianti, non finanziamenti per nuovi progetti produttivi. I sindacati hanno precisato che non sono stati annunciati nuovi stabilimenti, linee di produzione o prodotti. La distinzione è stata sottolineata dopo che il ministero aveva fatto riferimento alla volontà della multinazionale di proseguire gli investimenti nel sito.
Circa 70 potenziali acquirenti contattati senza risultati
Un altro elemento emerso nella vertenza riguarda la ricerca di soggetti interessati a rilevare l'attività industriale. Pfizer ha comunicato di aver contattato altri otto potenziali compratori, portando a circa 70 il numero complessivo degli interlocutori coinvolti, senza ottenere manifestazioni di interesse. Le rappresentanze sindacali hanno sollevato interrogativi sulle condizioni alle quali viene proposta la cessione, chiedendo di approfondire le ragioni dei mancati accordi. Hanno anche criticato il ritardo delle verifiche ministeriali, sostenendo che l'esame dell'attività di ricerca degli acquirenti avrebbe dovuto iniziare già in occasione del primo confronto del 22 luglio.
La vertenza aveva già provocato mobilitazioni durante l'estate. In occasione del precedente tavolo romano, i rappresentanti dei dipendenti avevano chiesto il ritiro immediato della procedura e indicato due condizioni per un'eventuale vendita: un acquirente con comprovata esperienza nel settore farmaceutico e un piano industriale credibile, accompagnato da garanzie scritte sul mantenimento dei livelli occupazionali. Anche il ministero aveva invitato la società a riconsiderare le decisioni assunte, riconoscendo l'importanza produttiva del sito per il settore farmaceutico.
Il calendario dei confronti prevede ora un incontro al Ministero del Lavoro il 9 ottobre, dedicato alla gestione degli esuberi. Nella stessa giornata è stata convocata un'assemblea generale dei dipendenti, chiamata a valutare l'esito della trattativa e a decidere le iniziative di mobilitazione. Il 23 ottobre il ministro Adolfo Urso visiterà lo stabilimento catanese per incontrare i vertici internazionali della multinazionale. Un ulteriore tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy è stato programmato per il 10 novembre.
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