Pfizer, Urso convoca al Mimit il tavolo sullo stabilimento di Catania per il 22 luglio
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Redazione Economia
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Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha ufficialmente convocato per mercoledì 22 luglio, alle ore 10, il tavolo di confronto dedicato alla vertenza che riguarda il futuro dello stabilimento Pfizer di Catania. L'iniziativa, disposta direttamente dal ministro Adolfo Urso, arriva all'indomani del colloquio telefonico avuto con il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, il quale aveva sollecitato un intervento tempestivo per fare chiarezza sulle sorti di un impianto che rappresenta un tassello fondamentale per l'economia del territorio etneo.
Secondo quanto reso noto da una nota ufficiale del Mimit, la riunione - che sarà ospitata nella sede di Roma - non si limiterà a un esame superficiale della contingenza, ma si propone di analizzare in profondità la situazione attuale dello stabilimento, le sue prospettive sul piano industriale e, di conseguenza, gli inevitabili riflessi sull'occupazione.
L'obiettivo dichiarato è quello di individuare ogni soluzione percorribile, in un'ottica di salvaguardia dei livelli occupazionali e di tutela di quel tessuto produttivo che, intorno alla grande farmaceutica, ha costruito una parte significativa della propria identità manifatturiera.
La mobilitazione della Regione Siciliana e la richiesta di un tavolo di crisi
La convocazione odierna è l'esito diretto della pressione esercitata nelle ultime ore dal presidente Schifani, che aveva espressamente richiesto l'attivazione di un tavolo di crisi di livello ministeriale dopo l'emersione della possibilità di consistenti esuberi. Questa ipotesi, paventata dall'azienda in relazione allo stop di due linee produttive operative all'interno dello stabilimento catanese, ha immediatamente acceso un campanello d'allarme nella compagine istituzionale regionale.
Schifani, nel riferire del colloquio con Urso, aveva sottolineato la piena disponibilità del ministro a farsi carico della questione, ottenendo l'impegno a convocare l'incontro entro il mese di luglio.
Le prospettive industriali e il futuro del sito produttivo
L'incontro del 22 luglio assume dunque un carattere strategico, poiché dovrà fare luce sulle reali intenzioni della multinazionale farmaceutica riguardo alla permanenza e allo sviluppo delle attività nello stabilimento etneo. La crisi, sebbene circoscritta per ora alla comunicazione di possibili ristrutturazioni, tocca un nodo delicato per un comparto, quello farmaceutico nazionale, che negli ultimi anni ha rappresentato un volano di crescita e innovazione.
Attorno a quel tavolo, le parti sociali e le rappresentanze aziendali saranno chiamate a confrontarsi su dati concreti e a delineare un percorso che possa, nelle intenzioni del ministero, scongiurare l'impatto più drammatico della riorganizzazione.
La cornice istituzionale e gli impegni assunti
L'azione del Mimit si inserisce in una procedura consolidata di gestione delle crisi industriali complesse, dove l'intervento pubblico si rende necessario per mediare tra le esigenze di competitività delle imprese e la necessità di preservare il capitale umano e gli investimenti territoriali. La convocazione formale, che segue la disponibilità espressa da Urso nel corso della telefonata con Schifani, rappresenta quindi il primo passo di un iter che si preannuncia articolato.
Sarà compito del tavolo tecnico verificare la sostenibilità delle prospettive industriali prospettate da Pfizer e, allo stesso tempo, valutare l'efficacia di eventuali misure di accompagnamento sociale o di riconversione produttiva, sempre con lo sguardo rivolto alla tutela dei lavoratori e alla continuità di un sito considerato nevralgico per l'intero sistema produttivo isolano e nazionale.




