Israele colpisce Hezbollah a Beirut: ucciso il comandante Radwan
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Redazione Esteri
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Israele ha ucciso a Beirut Malek Ballout, alto comandante di Hezbollah appartenente alla forza d’élite Radwan, in uno dei raid più significativi condotti nelle ultime settimane sul territorio libanese mentre restano aperti i fronti di Gaza e del Libano. Secondo una fonte vicina al gruppo citata dall’Afp, Ballout era il “comandante delle operazioni della forza Radwan”, unità considerata tra le più addestrate e operative dell’organizzazione paramilitare sciita. L’attacco israeliano ha colpito i sobborghi meridionali della capitale libanese, provocando nuove distruzioni e riportando il conflitto al centro di Beirut per la prima volta dal cessate il fuoco concordato il mese scorso.
Le immagini diffuse dopo il raid mostrano soccorritori al lavoro tra macerie, fumo e edifici danneggiati nei quartieri sud della città. Nelle stesse ore, l’esercito israeliano ha esteso le operazioni anche nel sud del Libano, colpendo l’area di Nabatieh e altri centri della regione meridionale. L’eliminazione di un esponente di alto livello della forza Radwan rappresenta uno dei colpi più rilevanti inferti da Israele a Hezbollah dall’inizio della nuova fase di escalation lungo il confine settentrionale, in un contesto nel quale Tel Aviv continua a dichiarare di voler neutralizzare strutture e figure considerate centrali nelle attività militari del movimento libanese.
Raid israeliani tra Beirut e Nabatieh
I bombardamenti israeliani hanno interessato anche Nabatieh, nel sud del Libano, dove nelle ultime ore almeno tre persone sono morte in due distinti attacchi effettuati con droni contro autoveicoli nel distretto di Nabatiyeh. Secondo quanto riportato dal quotidiano libanese L’Orient Le Jour, uno dei raid ha colpito un’auto vicino a Maifadoun, causando la morte di una persona, mentre un secondo attacco contro un pick-up nei pressi di Habboush ha provocato altre due vittime. Le informazioni sono state rilanciate anche dall’agenzia nazionale di stampa Nna.
Nel villaggio di Arnoun, nel sud del Libano, restano evidenti i segni degli ultimi attacchi israeliani. Le immagini diffuse il 7 maggio mostrano edifici distrutti e aree devastate dopo i raid delle ultime ore. La nuova offensiva israeliana arriva in una fase particolarmente delicata, mentre restano aperti i negoziati per un possibile accordo di lungo termine legato anche alle tensioni regionali che coinvolgono Iran, Gaza e il fronte libanese. Il ritorno dei bombardamenti sulla capitale libanese segna inoltre un passaggio rilevante dopo il cessate il fuoco raggiunto nelle settimane precedenti.
Nuova escalation tra Israele e Hezbollah
La giornata è stata caratterizzata da un nuovo scambio di attacchi tra Israele e Hezbollah lungo il confine meridionale del Libano. Mentre l’aviazione israeliana ha intensificato i raid aerei, Hezbollah ha lanciato razzi contro soldati israeliani senza provocare vittime, secondo le informazioni disponibili. L’escalation conferma come il fronte nord resti uno dei punti più instabili della regione, nonostante i tentativi diplomatici di contenere l’allargamento del conflitto.
L’uccisione di Malek Ballout e i nuovi bombardamenti su Beirut e Nabatieh si inseriscono in una strategia israeliana che punta a colpire figure operative considerate centrali nelle strutture militari di Hezbollah. La forza Radwan, di cui Ballout faceva parte, viene indicata da Israele come una delle componenti più pericolose del gruppo libanese per capacità operative e addestramento. Parallelamente, i continui raid nel sud del Libano mantengono alta la pressione militare sull’area, mentre proseguono le operazioni israeliane legate alla guerra contro il terrorismo tra Gaza e Libano.




