Femminicidio e suicidio nel Veneziano: uccide l'ex compagna a Camponogara e si impicca a Dolo
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Redazione Interno
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La notte tra il 15 e il 16 agosto ha segnato una delle pagine più buie della cronaca locale nella Riviera del Brenta, dove un dramma familiare si è consumato in due diverse abitazioni, legate da un filo di sangue che ha portato alla morte di Tania Terrin, 39 anni, e Dino Keber, 43 anni. È stato il silenzio, rotto solo dalle preoccupazioni dei parenti dell'uomo, a mettere in moto i meccanismi che hanno portato i carabinieri a compiere la tragica scoperta dei due corpi senza vita, dando il via a un'indagine che ora cerca di ricostruire con esattezza i contorni e i tempi di questa vicenda.
I militari, intervenuti prima nell'abitazione di Keber a Dolo dopo le insistenti richieste dei familiari che non ricevevano sue notizie, si sono trovati di fronte allo scenario di un impiccagione, un gesto estremo che ha subito fatto scattare l'allarme per le sorti della sua ex compagna. Da lì, la corsa verso l'abitazione di Terrin a Camponogara, dove il corpo della donna è stato rinvenuto senza vita, dando corpo all'ipotesi, al momento più accreditata, di un omicidio-suicidio.
Le vittime e il contesto della relazione
La vittima designata è Tania Terrin, una donna di 39 anni che viveva a Camponogara, mentre Dino Keber, l'uomo che le forze dell'ordine ritengono essere l'autore materiale del delitto, risiedeva a Dolo, sempre nel Veneziano, a pochi chilometri di distanza. La loro storia sentimentale, come spesso accade in questi casi, si era interrotta da tempo e la donna aveva già compiuto il passo di formalizzare la fine della relazione, arrivando addirittura a sporgere denuncia nei confronti dell'ex partner.
Questo elemento, emerso dalle prime verifiche degli inquirenti, dipinge un quadro di una separazione difficile e probabilmente non accettata, dove i tentativi di allontanamento da parte della donna si erano scontrati con una reazione che, alla fine, si è rivelata tragica.
L'ipotesi che gli investigatori stanno valutando con maggiore insistenza è che l'uomo si sia recato a Camponogara nella serata del Ferragosto, che sia riuscito ad entrare nell'abitazione della ex compagna e che l'abbia uccisa, probabilmente per soffocamento, prima di fare ritorno a casa sua a Dolo, dove poi ha compiuto il gesto estremo.
La dinamica degli eventi e il doppio ritrovamento
Secondo le prime ricostruzioni, supportate dalle testimonianze raccolte dai carabinieri e da quanto riportato da fonti locali come La Nuova Venezia, il corpo di Tania Terrin è stato rinvenuto nella sua abitazione di Camponogara, mentre quello di Dino Keber è stato scoperto nella sua casa di Dolo, dove si era tolto la vita impiccandosi.
La tempistica degli eventi collocherebbe l'omicidio della donna e il successivo suicidio dell'uomo tra la serata di Ferragosto e la tarda serata di domenica 16 agosto, quando i parenti di Keber, allarmati dalla sua prolungata assenza e dalla mancanza di risposte ai loro tentativi di contatto, hanno allertato le forze dell'ordine. I carabinieri, giunti sul posto a Dolo, hanno fatto l'amara scoperta del corpo dell'uomo e, immediatamente, hanno esteso le ricerche alla sua ex compagna, temendo il peggio.
Il corpo della 39enne è stato trovato nella sua casa di Camponogara, e i primi rilievi sul posto hanno confermato che la donna era stata uccisa, con i segni di un probabile soffocamento che ora dovranno essere confermati dall'autopsia.
Le indagini e le verifiche degli inquirenti
I carabinieri stanno ora procedendo con una serie di accertamenti tecnici e scientifici per ricostruire con esattezza la sequenza degli eventi e per comprendere se ci siano stati momenti di contatto tra i due nella serata fatale. Sono al vaglio gli ultimi movimenti di Keber, le telefonate e i messaggi scambiati, oltre alla ricostruzione dei suoi spostamenti da Dolo a Camponogara e poi di nuovo verso casa.
La denuncia presentata in precedenza da Tania Terrin rappresenta un tassello fondamentale, che getta luce sulle tensioni pregresse e fornisce un movente, o quanto meno un contesto psicologico, per l'atto estremo dell'uomo. Si cerca di capire, inoltre, se la dinamica del delitto possa essere stata caratterizzata da un litigio improvviso o se, al contrario, l'uomo si fosse recato a Camponogara con l'intenzione già chiara di uccidere l'ex compagna.
Ogni dettaglio è importante per chiarire se l'omicidio sia stato premeditato e se l'uomo abbia agito per un impeto di gelosia o per un più profondo rancore maturato nei confronti della donna che lo aveva lasciato e denunciato.
La reazione della comunità locale e il ricordo delle vittime
I due comuni, Camponogara e Dolo, sono stati scossi dall'eco di questa tragedia che ha sconvolto le rispettive comunità, portando alla luce ancora una volta il dramma dei femminicidi che non conoscono tregua. La triste scoperta dei corpi, avvenuta in un periodo di festa come quello di Ferragosto, ha lasciato sgomenti coloro che conoscevano le due persone coinvolte, incapaci di immaginare che un rapporto sentimentale ormai concluso potesse sfociare in un gesto di così inaudita violenza.
Sebbene le indagini siano ancora in una fase preliminare, la Procura di Venezia ha aperto un fascicolo per omicidio e suicidio, con l'obiettivo di fare piena luce su una vicenda che si presenta, per ora, come l'epilogo di una relazione finita male e di un uomo che non è riuscito ad accettare la separazione. I carabinieri, sotto la supervisione del magistrato di turno, continuano a raccogliere elementi e a sentire le persone vicine alle due vittime, per tracciare un quadro il più completo possibile di quanto è accaduto in quelle drammatiche ore.
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