Musetti domina Fery e torna a vincere in uno Slam: "A Melbourne il mio apice, ma sento che mi manca ancora qualcosa"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Lorenzo Musetti ha superato il primo scoglio dello US Open con un'autorevolezza che forse nemmeno i suoi tifosi più fiduciosi si attendevano. Il carrarino, numero 18 del mondo, ha liquidato in tre set il britannico Arthur Fery, classe 2002 e attualmente al 209esimo posto del ranking ATP, con il punteggio di 6-3, 6-3, 7-5, in un match che ha rappresentato il suo ritorno alla vittoria in uno dei tornei del Grande Slam dopo otto mesi di digiuno.

Una prestazione quasi impeccabile, quella offerta sul cemento di Flushing Meadows, che ha messo in luce un Musetti solido al servizio e chirurgico nei momenti decisivi, capace di tenere sempre il naso avanti all'avversario senza mai concedergli il minimo spiraglio per rientrare in partita.

Il controllo totale del match

Il punteggio finale non lascia spazio a interpretazioni: Musetti ha concesso soltanto un paio di passaggi a vuoto, concentrati principalmente nella frazione conclusiva, quando sul 5-4 e servizio a disposizione per chiudere l'incontro ha subito l'unico break dell'intera partita, permettendo a Fery di riportarsi sul 5-5. Un momento di flessione, tuttavia, rapidamente rientrato: l'azzurro ha prontamente reagito, strappando nuovamente il servizio al britannico e sigillando il terzo set sul 7-5, chiudendo così i conti dopo poco più di due ore di gioco.

La partita è stata quasi sempre a senso unico, con Musetti che ha dominato gli scambi da fondo e si è dimostrato particolarmente incisivo nei colpi di inizio gioco, una delle armi su cui ha maggiormente lavorato nelle ultime settimane e che oggi ha funzionato alla perfezione, consentendogli di mettere pressione costante al suo avversario.

Il ritorno alla vittoria in uno Slam dopo Melbourne

Il successo contro Fery rappresenta per Musetti la ventesima vittoria stagionale, un bottino che assume un significato particolare se letto alla luce delle difficoltà incontrate nei mesi successivi agli Australian Open. Lo scorso gennaio, infatti, il tennista toscano aveva toccato vette di gioco straordinarie a Melbourne, dove il suo percorso si era interrotto soltanto ai quarti di finale contro Novak Djokovic in un match che molti hanno giudicato come una delle sue migliori prestazioni in carriera, e già prima, negli ottavi, aveva superato un avversario del calibro di Taylor Fritz.

Da quel momento, però, è iniziata una fase di appannamento che lo ha portato a faticare nella prima parte della stagione su terra battuta e sull'erba, al punto che il successo di oggi assume i contorni di una liberazione oltre che di un risultato importante per il ranking.

Proprio il ricordo di quella stagione australiana torna a galla nelle parole del carrarino, che nel commentare il suo stato di forma attuale non ha nascosto un certo senso di distanza dal livello espresso all'inizio dell'anno. Il passaggio da Melbourne, spiega, è ancora una ferita aperta e dolorosa, non tanto per l'eliminazione in sé quanto per la consapevolezza di aver toccato un apice di maturità e chiarezza tattica che oggi fatica a ritrovare con la stessa continuità.

Il paragone tra il gioco di oggi e quello di gennaio evidenzia un gap che Musetti percepisce nettamente, specialmente nei momenti chiave dei match, quelli in cui una scelta giusta, interpretata nel modo corretto, può cambiare l'esito di un'intera partita. Una riflessione che lascia intendere come il tennista italiano sia perfettamente consapevole di dover ancora lavorare su alcuni aspetti del suo tennis per tornare a esprimersi sui livelli che gli avevano fatto ipotizzare un salto di qualità definitivo.

Il secondo turno e le altre italiane

Giovedì, al secondo turno, Musetti troverà sulla sua strada l'australiano Dane Sweeny, numero 123 del mondo, un avversario sulla carta abbordabile ma che certamente non dovrà essere sottovalutato, come insegna la storia di questo sport dove le sorprese sono sempre dietro l'angolo.

Il torneo di New York, intanto, ha regalato altre soddisfazioni al tennis azzurro: Mattia Bellucci, infatti, ha travolto il qualificato ungherese Zsombor Piros con un perentorio 6-4, 6-2, 6-0, conquistando un posto nei trentaduesimi di finale dove lo attende un ostacolo di ben altra caratura, lo statunitense Taylor Fritz, testa di serie numero nove. Il tennista lombardo, al termine della sua prova, ha commentato il match e il prossimo impegno, dichiarando di voler provare a vincere contro l'americano, senza lasciarsi intimidire dal ranking e dal fatto di giocare in casa dell'avversario.

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