Tor Sapienza, giovane fugge seminudo da un campo rom: mani e piedi legati
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Redazione Interno
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Un ragazzo di circa diciotto anni, scalzo e con indosso solo alcuni indumenti intimi, è stato trovato in stato di estrema agitazione lungo via Salviati a Roma, nel quartiere di Tor Sapienza, nelle prime ore del mattino di martedì 2 dicembre. Avanzava a piccoli balzi, in una condizione di evidente sofferenza e di paura, con i polsi e le caviglie strettamente legati da fascette di plastica autobloccanti, comunemente note come fascette da elettricista. La sua fuga disperata, consumatasi nell'oscurità quasi totale di una periferia urbana, è stata interrotta dall'arrivo tempestivo delle pattuglie della Polizia Locale, sia del IV Gruppo Tiburtino che del Gruppo Sicurezza Pubblica Emergenziale, le quali, di ritorno da un altro servizio, ne hanno immediatamente intuito la drammaticità.
La ricostruzione dei fatti
Secondo quanto finora accertato dagli agenti intervenuti, il giovane, che appartiene a una famiglia rom stabilmente residente in un alloggio di edilizia popolare, si sarebbe diretto autonomamente nel campo rom insediato in via Salviati, nelle ore serali precedenti. Le motivazioni di quella visita non sono ancora state chiarite, ma è quanto avvenuto in seguito a costituire il nucleo dell'indagine. Il ragazzo, infatti, ha raccontato di essere stato trattenuto contro la sua volontà all'interno del campo, dove sarebbe stato immobilizzato e privato dei vestiti. Il suo terrore era talmente profondo che, non appena ha intravisto una possibilità di fuga, ha tentato l'impossibile: guadagnare la strada nonostante le mani e i piedi fossero legati, in una corsa claudicante dettata dall'istinto di sopravvivenza.
L'intervento delle forze dell'ordine e il soccorso
È stato proprio sul marciapiede antistante l'Ufficio Immigrazione della Questura, di fronte all'ingresso del campo, che le pattuglie lo hanno avvistato mentre, inerme e spaventato, lanciava un accorato appello di aiuto. "Mi vogliono uccidere", ha ripetuto più volte agli agenti, i quali, oltre a metterlo in sicurezza e a liberarlo dai legacci, hanno immediatamente allertato i servizi di emergenza sanitaria. Il personale medico intervenuto sul posto ha potuto constatare le sue condizioni, provvedendo alle prime cure e constatando, per fortuna, l'assenza di ferite gravi o di traumi fisici immediatamente preoccupanti. Il giovane è stato quindi trasportato in ospedale per gli accertamenti del caso e per un periodo di osservazione, necessario anche a farlo uscire dallo stato di choc in cui versava.
Le indagini in corso
Le attività investigative, coordinate dalla Procura competente, sono partite subito dopo il trasferimento del ragazzo in ospedale. Gli inquirenti stanno ora cercando di ricostruire l'esatta dinamica dei fatti e di individuare i responsabili della trattenuta forzata, ascoltando attentamente la versione del giovane e acquisendo ogni possibile elemento utile dal campo rom. Si tratta di un'operazione delicata, che richiede tempo e cautela, mentre le forze dell'ordine stanno valutando ogni ipotesi, compresa quella di un regolamento di conti all'interno dello stesso insediamento. L'obiettivo primario resta quello di fare piena luce su un episodio che ha esposto un adolescente a un rischio concreto e a una prova di tale violenza psicologica da lasciare segni difficili da cancellare.




