Assad fugge in Russia, Damasco cade nelle mani dei ribelli

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Bashar al-Assad, il presidente siriano, è fuggito a Mosca insieme alla sua famiglia dopo l'arrivo dei ribelli a Damasco. Secondo fonti del Cremlino, Putin avrebbe concesso asilo politico ad Assad per motivi umanitari. La notizia, confermata dalle agenzie russe, segna un punto di svolta nella lunga e sanguinosa guerra civile siriana.

Nel suo primo discorso a Damasco, Abu Mohammed al-Jolani, leader del gruppo jihadista Hayat Tahrir al-Sham (HTS), ha parlato di religione, evitando qualsiasi riferimento all'instaurazione di un sistema democratico in Siria. Al-Jolani ha descritto la caduta di Assad come una vittoria per la nazione islamica sunnita, sottolineando l'importanza della religione nella nuova fase del paese.

La situazione in Siria rimane incerta, con molti interrogativi sul futuro del primo ministro Mohammed Ghazi al-Jalali e della burocrazia che ha sostenuto il regime di Assad. Inoltre, resta da vedere come si comporteranno i militari che hanno abbandonato le loro divise e i detenuti liberati dalle prigioni, inclusa la famigerata Sednaya.

La fuga di Assad a Mosca rappresenta un evento significativo, che potrebbe avere ripercussioni a livello internazionale.

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