Ribelli prendono Damasco, la caduta di Assad
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Redazione Esteri
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A Damasco, la capitale siriana, i ribelli hanno celebrato l'ingresso nella città con fucili levati al cielo e spari, segnando la fine del regime di Bashar al-Assad. In un video trasmesso dalla tv pubblica siriana, i ribelli, che nella notte hanno preso il potere, hanno annunciato la caduta di Assad, dichiarando la Siria "libera dalla tirannia dopo 50 anni". La statua di Hafez Assad è stata presa di mira durante i festeggiamenti.
La perdita della Siria rappresenta un colpo gravissimo per Vladimir Putin, che vede svanire la piazzaforte siriana in soli dieci giorni, mentre concentra le sue truppe nel Donbass, dove da circa dieci mesi avanza lentamente con perdite gravissime. La Siria, sin dai tempi di Hafez Assad, rappresentava la base avanzata della presenza russa nel Mediterraneo. La caduta di Assad è stata paragonata al "momento Saigon" della Russia, simile al ritiro americano dal Vietnam negli anni Settanta. Mosca assiste al fallimento della scommessa fatta nel 2015, anno in cui il Cremlino è intervenuto nel Paese mediorientale per puntellare l'alleato siriano e stabilire il suo "posto al sole" nel bacino del Mediterraneo.
I ribelli jihadisti sono entrati nel palazzo presidenziale a Damasco, situato nel distretto di Mezzeh, senza incontrare alcuna resistenza. Video che circolano sui social mostrano le immagini degli insorti all'interno del palazzo di Bashar al-Assad, fuggito nella notte verso una destinazione sconosciuta. La caduta di Assad, definita il "Vietnam di Putin", ha fatto saltare gli equilibri non solo in Medio Oriente, ma anche a livello internazionale.
La situazione in Siria, già segnata da anni di conflitto e instabilità, ha raggiunto un punto di svolta con l'ingresso dei ribelli a Damasco.




