Assad in fuga, i ribelli conquistano Damasco

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   I ribelli siriani hanno annunciato la fuga del presidente Bashar al-Assad, segnando l'inizio di una nuova era per la Siria dopo 50 anni di governo del partito Baath. Con l'avanzata delle forze ribelli da nord, est e sud, Damasco è ormai circondata su tre lati. I drusi nel sobborgo orientale di Jaramana hanno abbattuto la statua di Hafez al-Assad, padre di Bashar, mentre i miliziani che avanzano da sud controllano la periferia meridionale di Darraya. Le truppe governative, ormai incapaci di ricevere rifornimenti, si trovano in una situazione disperata.

La capitale è stata teatro di scontri violenti, con sparatorie udite nella notte e l'esercito che ha abbandonato l'aeroporto. Hezbollah ha ritirato le sue forze dai dintorni della città e da Homs, lasciando le forze governative allo sbando. L'avanzata dei ribelli, avvenuta in soli dieci giorni da Idlib alla capitale, ha visto le difese di Iran e Russia non pervenute.

Un video ripreso all'interno dell'abitazione del presidente mostra i ribelli che entrano nella casa di Assad a Damasco, simbolo del crollo del regime. La jihad, che assedia la capitale, ha portato alla fuga del presidente, il cui destino rimane incerto. Tuttavia, la caduta del regime sembra ormai inevitabile, con i ribelli che avanzano inesorabilmente verso il centro della città.

La situazione in Siria è drammatica, con le forze governative che non riescono a contenere l'avanzata ribelle.

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