I jihadisti prendono Damasco, mistero su Assad fuggito
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Redazione Esteri
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Nella notte, le truppe islamiste, guidate da Hayat Tahrir al-Sham, sono entrate a Damasco, segnando l'inizio di una nuova era per la Siria. L'annuncio, trasmesso dalla televisione di Stato, ha ufficializzato la caduta del regime di Bashar al-Assad, che ha governato il paese per cinquant'anni. La capitale siriana, ormai sotto il controllo dei ribelli, è stata teatro di festeggiamenti in piazza Umayyad, dove cittadini e combattenti hanno celebrato la 'liberazione' della città.
L'offensiva, iniziata meno di dieci giorni fa, ha visto le forze antigovernative prendere il controllo di Aleppo, Hama e Homs, avanzando rapidamente verso Damasco. La protezione di Putin non è bastata a salvare il trono di Assad, che è stato costretto a fuggire, lasciando dietro di sé un paese in tumulto. La televisione di Stato, fino a poco prima strumento di propaganda del regime, ha trasmesso l'immagine che ha segnato la fine dell'era sanguinaria di Bashar el-Assad e del suo clan.
Il premier Jalili ha dichiarato la sua disponibilità a collaborare per un governo di transizione, mentre il destino di Assad rimane avvolto nel mistero. Le forze ribelli, dopo aver conquistato la capitale, hanno aperto le carceri, liberando prigionieri politici e comuni, e assediato il palazzo presidenziale. La dinastia Assad, che per mezzo secolo ha governato la Siria con un volto apparentemente moderno e accettabile per l'Occidente, è stata travolta in modo inaspettato.
La caduta del regime di Assad rappresenta un evento di portata storica, con implicazioni che travalicano i confini mediorientali.




