La fuga di Assad, un mistero tra Damasco e Mosca

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Bashar al-Assad, presidente siriano, è scomparso nel nulla da ore, lasciando dietro di sé un paese in festa per la fine della sua era. Secondo fonti dell'opposizione siriana, Assad sarebbe fuggito dalla Siria, salendo su un aereo con destinazione sconosciuta. Reuters, citando alti ufficiali dell'esercito, ha riferito che l'ultimo volo a decollare da Damasco è stato un Illyushin76 con numero di volo Syrian Air 9218, il cui trasponder è stato spento poco dopo il decollo sopra la città di Homs, in mano ai ribelli.

La caduta di Assad, avvenuta in poco più di una settimana, ha visto i ribelli islamisti, insieme ai fuoriusciti dell'Esercito siriano libero (Fsa) e sostenuti dalla Turchia, del movimento Tahrir al-Sham (Hts), conquistare Aleppo, Hama e Homs, per poi entrare a Damasco nella notte di sabato. La capitale siriana ha accolto la notizia con festeggiamenti e fuochi d'artificio intorno alla moschea degli Omayyadi, simbolo di un nuovo inizio per il paese.

La transizione, tuttavia, si presenta come una sfida complessa per gli insorti, sorpresi dalla loro stessa vittoria. Il paese, in ginocchio sul piano economico e sociale, richiede una gestione oculata e responsabile per evitare ulteriori disordini. La Russia, che aveva puntellato il regime di Assad dal 2015, si trova ora a vivere il suo "momento Saigon", assistendo al fallimento della sua scommessa nel Mediterraneo.

Il futuro della Siria rimane incerto, con infinite incognite che rendono difficile qualsiasi previsione.

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