Ribelli a Damasco, la caduta di Assad

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   A Damasco, la capitale siriana, i ribelli hanno celebrato con fucili levati al cielo e spari la loro entrata trionfale, segnando la fine del regime di Bashar al-Assad. In un video trasmesso dalla tv pubblica siriana, gli insorti, che nella notte hanno preso il potere, hanno annunciato la caduta del presidente, dichiarando la Siria "libera dalla tirannia dopo 50 anni". La statua di Hafez Assad, padre di Bashar, è stata presa di mira durante i festeggiamenti.

Il sistema, che ha ceduto sotto la spinta dei ribelli, ha mostrato segni di cedimento anche a causa delle sue stesse contraddizioni, con un raìs convinto di restare al potere a vita. Ora, però, si aprono infinite incognite in un quadro dove le previsioni sono smentite nell’arco di poche ore. Gli insorti, sorpresi dalla loro stessa vittoria, devono trovare il modo di gestire un Paese in ginocchio sul piano economico e sociale.

I ribelli jihadisti sono entrati nel palazzo presidenziale a Damasco, situato nel distretto di Mezzeh, senza incontrare alcuna resistenza. Video che circolano sui social mostrano le immagini degli insorti all’interno del palazzo di Bashar al-Assad, fuggito nella notte verso una destinazione sconosciuta. La caduta di Assad rappresenta un duro colpo per la Russia, che nel 2015 era intervenuta nel Paese per sostenere l’alleato siriano e stabilire il suo “posto al sole” nel bacino del Mediterraneo. Ora, Mosca assiste al fallimento della sua scommessa, vivendo il suo "momento Saigon", come il ritiro americano dal Vietnam negli anni Settanta.

La transizione si preannuncia complessa e incerta, con i ribelli che devono affrontare la sfida di ricostruire un Paese devastato dalla guerra e dalla crisi economica.

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